TER 2019, 1° semestre: i trend dell’ascolto generale

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Sancito nel 2019 come primo mezzo di comunicazione nella copertura del target 15-54 (Radio Compass) e come mezzo più credibile per gli Italiani (Istat), la Radio riceve i dati di TER 2019 del 1° semestre. Come è andata la fruizione generale del mezzo?

di Claudio Astorri  di www.astorri.it

Nell’anno 2019 in cui per la prima volta si è consacrata la Radio come primo mezzo di comunicazione in Italia per copertura tra i 15 e i 54 anni secondo Radio Compass, prima di Internet e prima della televisione, e anche come media più credibile per la popolazione secondo Istat, giungono molto attesi i dati di ascolto della rilevazione ufficiale TER del 1° semestre. La Radio è stata anche nei primi 6 mesi dell’anno all’altezza della sua nuova e splendente fama?

In termini di numeri dell’ascolto generale il 1° semestre 2019 della rilevazione ufficiale TER ci presenta un quadro contrastato; da un lato crescono gli ascoltatori, sia nei 7 giorni che nel giorno medio, mentre dall’altro cala l’ascolto rappresentato dal dato del quarto d’ora medio. Essenzialmente sale il numero degli individui che si sintonizzano ma scende il loro tempo di fruizione del mezzo. Analizziamo i numeri. I dati si riferiscono a 2 semestri confrontabili, il 1° semestre 2018 con quello omogeneo del 2019.

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E’ chiaro che la crescita degli ascoltatori, ottenuta a parità di popolazione di riferimento, è da festeggiare relativamente al piccolo incremento, +0,57% per gli ascoltatori settimanali e +0,77% per quelli settimanali, come elemento di estensione dell’audience Radiofonica. Per capire quali segmenti socio-demografici del pubblico si siano rafforzati sia pure in modo lieve dovremo attendere la pubblicazione dei dati del volume del 1° semestre 2019, disponibile non prima di settembre.

La crescita degli ascoltatori è comunque la prima notizia di questa ricerca e non deve essere trattenuta e nemmeno nascosta per alcun motivo. Gli haters digitali e i masochisti della Radio devono essere avvertiti da un segnale forte e inequivocabile. Purtroppo la loro scalata anche nel mondo del business pubblicitario è tale da richiedere una contro-informazione di settore caratterizzata almeno dalla chiarezza dei dati. Bastano quelli, non serve molto altro. Talora le analisi creano più effetti dei commenti…

Una riflessione interna al mondo Radiofonico deve invece essere svolta sul calo complessivo dell’ascolto, ovvero del tempo di fruizione, manifestato dal -1,65% nei quarti d’ora medi. E’ più di un segnale di avvertimento, non è poco. Oltre a questo, come già segnalato qui, le TOP 5 della Radiofonia (RTL, 105, RDJ, RDS, ITA) perdono tutte più della media del mercato.

In questo blog più volte si è scritto di metronomi noiosi a proposito di Radio di flusso divenute portali di intrattenimento e generalismo musicale rappresentandone il problema se non accompagnato dalle contromisure di concorrenti reattivi e intelligenti. Più volte si è scritto dell’insufficienza di formati di informazione specie a livello locale come della più grande opportunità per il futuro della Radio in Italia. Più volte si sono pubblicati i progetti di formato degli studenti del Master in Comunicazione Musicale come di opportunità di coinvolgere in stage nelle imprese Radiofoniche giovani laureati, preparati, ispirati. E potrei continuare…

Ecco, se il tempo di fruizione scende, fortunatamente solo quello, magari anche a causa di altri media, allora probabilmente l’innovazione e la competitività devono salire. E anche la forza della immaginazione, la nostra prerogativa essenziale in qualità di Broadcaster Radiofonici, deve fare qualche passo deciso in più.