TER 2019, 1° semestre: top 5 in perdita di ascolto

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I dati di ascolto dei quarti d’ora medi del 1° semestre 2019 consegnano un quadro della Radiofonia nazionale con un segnale di trend interessante. Verifichiamo insieme quale sia… 

di Claudio Astorri

Finalmente sono arrivati con puntualità, conquista recente. I dati del 1° semestre 2019 di TER aprono e impongono nuove analisi e conseguenti riflessioni. Cosa è cambiato? Quali trend possiamo cogliere dai dati?

E’ fondamentale concordare i termini del confronto. Possiamo paragonare i dati appena pubblicati sono con l’omologo dell’anno precedente, il 1° semestre del 2018.

Ecco l’esito confrontabile degli ascolti. Non ci sono stati di fatto cambiamenti nella dimensione della popolazioni. Analizziamo l’ascolto e non il semplice transito degli ascoltatori settimanali o giornalieri, dunque i quarti d’ora medi limitati alla fascia tra le ore 6 e le 24.

2019 1S AQH 2

La notizia più evidente anche se di segno negativo è che le TOP 5 perdono tutte. Un fatto inedito. La perdita peggiore è quella di RADIO 105 con un -7,79%, seguita da RDS, RTL 102.5, RADIO DEEJAY e RADIO ITALIA.

Sotto la TOP 5 perdono ascolto anche altre ammiraglie come RADIO KISS KISS, RAI RADIO 1 e RAI RADIO 2.

Tra le crescite, e vanno studiate con attenzione, il segmento Rock offre due segnali inequivocabili di forza; VIRGIN RADIO sale del 4,72% e RADIOFRECCIA, a mio avviso il vincitore incontestabile di questo semestre, addirittura del 28,41% portando i quarti d’ora medi sopra la soglia psicologica ma soprattutto commerciale oltre le 100.000 unità.

Altri segnali di crescita importanti giungono da M2O ma anche da R 101.

Se dobbiamo valutare il primo impatto dei nuovi dati segnalo che c’è un chiaro segnale di avvertimento a certo generalismo imperante accompagnato da stasi profonde interne delle Radio più mature e consolidate mentre si estendono le opportunità per le stazioni che hanno il coraggio di staccarsi dal mainstream con caratterizzazioni di formato non necessariamente clamorose e/o collegate alla televisione.

Se vogliamo cogliere i lati postivi, non si tratta di cattive notizie per la dinamicità del settore, e nemmeno per i consulenti Radiofonici…