Azzurre: uno spettacolo per 21 milioni

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I risultati della rilevazione Sponsor Value di StageUp e Ipsos conferma l’esplosione della Nazionale  della CT Milena Bertolini che raggiunge 21 milioni di interessati durante i Mondiali di Francia e supera per bacino l’Under 21 maschile impegnata nell’Europeo. L’accelerazione del calcio femminile è confermata da un interesse sul Campionato Mondiale che sfiora 25 milioni di italiani a soli 5,3 milioni dalla Serie A.

Ai quarti di finale sul campo, ma prima nel cuore della gente. Con questa affermazione si potrebbe sintetizzare il risultato di popolarità ottenuto dalla Nazionale di Calcio Femminile durante i Mondiali di Francia: la ricerca Sponsor Value di StageUp e Ipsos certifica che le Azzurre sono  state seguite da 21 milioni di italiani, un dato superiore a quello della Under 21 maschile che ha raggiunto quota 20,6 milioni di interessati nel corso degli Europei disputati quasi nello stesso periodo.

Numeri di assoluto rilievo la cui forza è sottolineata dal bacino raggiunto dai Mondiali Femminili francesi, che la ricerca Sponsor Value attesta a quota 24,9 milioni di interessati a soli 5,3 milioni dal Campionato di Serie A Maschile che, nella rilevazione del maggio scorso, svettava tra gli eventi sportivi seguiti dagli italiani a quota 30,2 milioni.

Una performance straordinaria, ma non inaspettata, alla luce di una copertura mediatica eccellente, con incrementi da capogiro rispetto al passato ma, soprattutto, dei risultati Auditel della formazione della CT Bertolini. Oltre 6 milioni di telespettatori nel quarto di finale contro l’Olanda nonostante una collocazione oraria non del tutto favorevole; 4 milioni e mezzo contro la Cina nella fase a gironi; ben 7.303.000 contro il Brasile.

Ma che valori veicola il calcio femminile? Quali sono i tratti che gli vengono maggiormente riconosciuti? Primo fra tutti lo spirito di squadra (20%) e la modernità (20%), un’evoluzione che mancava alla disciplina per stare al passo con i tempi. Il calcio femminile fa breccia quindi sulla tradizione, uno dei tratti più distintivi della disciplina al maschile, generando condizioni percettive nuove.

Il Mondiale appena concluso è riuscito ad emozionare di più le donne che gli uomini. Il pubblico femminile sottolinea maggiormente il rispetto delle regole e la spettacolarità. Gli uomini invece sono più affascinati dall’eleganza delle giocatrici e dal loro fair play, tratto raro nel calcio maschile. Da sottolineare il fatto che le donne, anche se sempre più partecipi, se invitate a giudicare il calcio maschile, faticano ad individuare un tratto più distintivo di altri.

Eva Sacchi, Senior Researcher di Ipsos commenta: “C’è ancora molto lavoro da fare, ma la macchina è partita e la strada imboccata è quella giusta, di questa opinione è anche il 62% degli intervistati. Dell’importanza degli investimenti è fermamente convinto il 66% del campione. Il turbo è rappresentato dalla necessità di scardinare gli stereotipi legati al calcio, ma più generalmente allo sport. Mentre tutti trasversalmente sono d’accordo nel cestinare il preconcetto che le donne non sono fatte per giocare a calcio e ne capiscono anche poco quando lo guardano, i dati ci dicono che l’affermazione del calcio al femminile sembra essere più una battaglia generazionale che di genere: a rompere di più gli schemi sono infatti i giovani dai 14 ai 17 anni.

In questo contesto di cambiamento Ipsos ha deciso, facendo leva sulla ultradecennale partnership con StageUp, di lanciare un nuovo prodotto di ricerca specifico “Donne e Sport” che si propone di fare il punto sui bisogni, i vissuti, le pratiche sportive femminili oggi in Italia, per colmare un gap informativo oltre che di attenzione e contribuire a far crescere la consapevolezza intorno all’importanza della dimensione economica, sociale e simbolica dello sport femminile.”

Giovanni Palazzi, Ceo di StageUp aggiunge: “Il calcio femminile sembra cominciare a raccogliere i frutti delle iniziative intraprese negli ultimi anni, come l’obbligatorietà di tesserare, in Serie A, Serie B e Lega Pro e la discesa in campo dei grandi club tradizionalmente “maschili. I risultati si vedono nei dati dell’indagine, ma anche dal fatto che il numero delle tesserate è triplicato. L’ulteriore crescita è legata agli investimenti. Oggi la Figc investe nel calcio femminile 3,5 milioni di euro all’anno, uno in meno dell’Olanda che conta un terzo degli abitanti dell’Italia e ben 180.000 tesserate, mentre la Svezia spende 5,1 milioni, la Norvegia 7,2, la Germania 9, la Francia quasi 10, l’Inghilterra sfiora i 16.”