Spes

di Maurizio Rompani

“Quando si percorre, carponi, un cunicolo sotterraneo, si arriva ad un punto in cui, essendo andati troppo oltre,  si sa che tentare di tornare indietro equivale a morte certa. Andare avanti non dà certezza di sopravvivenza, ma questa incertezza equivale a una speranza” Giacomo  Leopardi

Una delle espressioni più tipiche della mentalità politica attuale è la ricerca della certezza. Il contrario di quello che succede  agli uomini di scienza, ai tecnici  ma anche ai tanti esperti che affollano la nostra esistenza, a cui piace molto di più ricercare che trovare, piace di più domandare che avere risposte. Vorrebbero continuare a domandare sempre, senza mai avere nessuna risposta, continuare a cercare sempre, senza trovare mai niente, perché sembra che l’atteggiamento del domandare , del cercare, sia un atteggiamento più nobile. Per uno scienziato il rispondere, il trovare, è considerato dogmatico, è considerato qualcosa che l’uomo moderno, dotato di senso critico, deve cercare di evitare così come l’affidarsi ad un sentimento così umano come la speranza. Deve  essere sempre in dubbio, non avere mai nessuna certezza, non  deve professare nessun orientamento preciso, deve continuamente essere in una posizione di ricerca anche se il cercare fine a se stesso non è sincero, perché chi cerca veramente cerca per trovare: è ipocrisia il cercare soltanto per cercare. In politica invece lo sperare, il cercare è considerato una debolezza. Pensare invece che la nascita della nostra costituzione è stata proprio il frutto di quella grande stagione di speranza che è seguita all’ultima guerra mondiale.Cosa è la speranza in  politica se non la riaffermazione dell’essere uomo ? Non si può discutere del progresso dell’uomo e dei suoi diritti senza  mettere in campo emozioni, passioni, sentimenti in opposizione alla presunzione scientifica, agli atteggiamenti asettici, al sentirsi superiore agli altri. Emozioni, passioni e sentimenti devono avere nella costruzione del nostro avvenire la stessa importanza della letteratura scientifica, dell’autorevolezza del diritto.Non dobbiamo aver paura dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni perché, anche se molti li scambiano per fragilità,  è proprio da loro che traiamo la nostra felicità, non dobbiamo fuggire dalle nostre paure perché è proprio da queste che traiamo la forza per andare avanti anche nei momenti bui. La speranza non è sinonimo di certezza, questa è la sua grandezza. Non sceglie un buon futuro, una meta da realizzare, la via dell’obiettivo predefinito. Al contrario scegliere attraverso la speranza significa cercare di costruire una società che possa sempre meglio corrispondere ai bisogni dei  propri appartenenti, delle sue parti deboli, più esposte.L’unica cosa di cui dobbiamo aver paura è delle nostre certezze, perché la certezza può solo impigrire mentre la speranza invece chiede un investimento costante, un investimento che si chiama vivere.La ricerca eterna per lo scienziato così come il  rifiuto della speranza per il politico sono due facce della stessa medaglia, l’intima convinzione della propria incapacità di raggiungere alcun traguardo, uno dei tanti segni della loro inadeguatezza ai nostri bisogni, soprattutto ai nostri sogni. Basterebbe riacquistare la semplice voglia di vivere per cambiare. Si  forse la cosa che oggi  manca di più a tutti noi è proprio vivere.