Nientology. Un’occasione persa

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di Andrea Polo

Lo ammetto, scrivo queste righe con il dolore dell’innamorato deluso. Quando ho saputo che La Pina (che io adoro e di cui non smetterei mai di ascoltare le trasmissioni e gli interventi, curiosi ed intelligenti, sia nella sua Pinocchio sia in altri programmi radio televisivi) assieme a Diego Passoni (che, oltre che in Pinocchio, avevo conosciuto ed apprezzato tramite i suoi interventi al Processo ad XFactor) avrebbero avuto un programma tutto loro sulla neonata Deejay TV, sono stato veramente felice. Arriva la giornata del debutto e mi preparo come non facevo dal 1987 per la diretta del Who’s that Girl Tour di Madonna. Divano comodo, una buona dose di cioccolato, Coca Cola e telecomando lontano. Tanto, penso, non dovrò cambiare canale. La trasmissione inizia e già il sottotitolo mi strappa un sorriso: Nientology. Il nulla è servito. Quattro ospiti divisi in due squadre, Pina e Diego che leggono delle domande ironiche che spesso e volentieri hanno come argomento anche gli ospiti stessi…e poi la noia più assoluta. I miei due eroi mi sembrano quasi in imbarazzo, come se non fossero lì volentieri. A far male alla Pina forse non sono solo le scarpe trampolate (come quelle della falettiana Bonny Bertorello), ma il ritmo lento oltre i limiti della tollerabilità. L’atmosfera è quella di una finta allegria sforzata, come non vedevo dalla prima (e grazie al cielo anche ultima) riunione Tupperware a cui ebbi l’ardire di partecipare. Il dramma è che poco per volta anche gli ospiti sembrano accorgersene (Diego e La Pina se ne sono accorti da tempo e cercano di rivitalizzare il tutto, ma con scarsi risultati purtroppo) e il tutto si ammoscia come una festa di matrimonio con un pranzo troppo lungo. Il telecomando mi guarda dal fondo del divano, cerco di resistere al suo richiamo, ma alla fine non ci riesco e cambio canale.Con il senso di colpa proprio del traditore mi dico che in fondo in fondo anche altri programmi che poi apprezzai ebbero una partenza lenta, che essendo guidata da cotanti capitani, di certo anche la barca di Nientology si rimetterà in rotta e navigherà a vele spiegate verso il mio entusiasmo e che, da ragazzo fondamentalmente buono, una seconda possibilità devo dargliela di sicuro. Glielo devo per tutte le risate e l’allegria che mi hanno dato Pina e Diego in altri contesti. Ok, ci riprovo, mi sintonizzo nuovamente su una seconda puntata di Nientology, ospiti, in ordine sparso, Carmen Russo, Guido Meda, Arisa e un comico di Zelig di cui il dolore ha cancellato dalla mia mente il nome.Tragedia. La triste sensazione della mia prima puntata di Nientology si ripete. Resisto a fatica alla patetica scenetta di Carmen Russo che si alza e regala alla Pina e a Diego una sua maglietta pubblicitaria (quasi come fosse quella di Paolino il mago del pollo allo spiedo), ho una seconda fitta quando Guido Meda non risponde ad una domanda sul Moto GP (e nemmeno suggerisce la risposta alla sua compagna di squadra), ma crollo a terra quando alla domanda: chi ha vinto il premio XYZ, Arisa risponde: Marco Carta. Peccato solo che lo avesse vinto lei. Pina e Diego non reagiscono, io si e cambio canale, con la triste sensazione che quello che pensavo essere il sotto titolo: il nulla è servito, sia invece un titolo, e molto esplicativo, della realtà del programma. E che tutto il programma, sui cui forse avevo posto delle aspettative eccessive, sia un’occasione persa. Sulla stessa Rete, la messa in onda televisiva di DeeJay chiama Italia, il programma storico di Linus e Nicola Savino è riuscito nell’intento di essere comunque divertente e aggiungere qualcosa alla trasmissione radiofonica della coppia della mattina di Radio DeeJay. Con Nientology questo non è successo e la coppia del tardo pomeriggio radiofonico appare sbiadita e in abiti troppo stretti (o troppo larghi). Si potrebbero spendere altre 2 parole sul valletto muscoloso o sui siparietti che vorrebbero essere divertenti e non lo sono o su altri ospiti (da Lippi a Neffa a Cristina d’Avena) che minuto dopo minuto sembravano sedere su una sedia arroventata e chiedersi perché avessero accettato l’invito, ma sarebbe come fare un goal a porta vuota e col portiere infortunato: non darebbe nessuna soddisfazione e sarebbe sportivamente scorretto. In questi giorni è in programmazione lo spot che lancia la nuova serie di Nientology dove, in abiti settecenteschi, i nostri eroi si rammaricano di essere forse “troppo avanti con i tempi”. Già, forse è così. Non sempre, però, precorrere i tempi è cosa buona. Lo spot, va detto, è molto divertente. La differenza è che in quello mancano gli ospiti e Pina e Diego sono nuovamente protagonisti. Spero che sia così anche per la nuova serie a cui, con tutto l’affetto che posso, e se il telecomando me lo permetterà, giuro che darò una terza occasione. Tre, in fondo, è il numero perfetto…o no?