La scuola di Amici va in vacanza

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di Andrea Polo

E anche quest’anno è finita. La scorsa settimana ha chiuso i battenti il caravanserraglio canterino ballerino della scuola di Amici. Finita la trasmissione è tempo di bilanci. Per chi, come il sottoscritto, ha seguito la trasmissione fin da quando si chiamava ancora Saranno Famosi (mai nome fu più infausto dato che i bravi protagonisti della prima edizione sono finiti, nel migliore dei casi, a fare da coristi nell’orchestra di Demo Morselli o poco più) è evidente che, escluso il titolo che ha accompagnato lo show sin dalla metà della seconda edizione, nulla è rimasto del bel progetto originale. Si voleva cercare e creare degli artisti completi che sapessero ballare, cantare e recitare (e non è poca cosa). Bastarono pochissime edizioni, però, per capire che la recitazione non faceva audience ed eccola sparire anche dalle discipline ufficiali di questa edizione (salvo scoprire in sede di finale che in realtà veniva comunque studiata e, in alcuni casi, anche con profitto). Poco per volta anche ai ragazzi non veniva più richiesto di sapere eccellere (o quantomeno cavarsela) in tutte le discipline e si è arrivati ad una specializzazione assoluta. Ad Amici o si canta, o si balla. Stop. E anche peccato. Poi è stata la volta della ricerca dell’audience con meccanismi purtroppo noti. Arriva il pubblico parlante (che diverse volte sarebbe meglio fosse afono) in cerca di popolarità. Molti probabilmente ricordano tale Fabiana, polemista per forza con tutti al fine di attirare le attenzioni su di lei. Oggi lei ha forse trovato di meglio e non è più fra gli spalti, ma ahinoi ha lasciato diversi eredi. Probabilmente anche i professori si sono sentiti messi da parte e hanno capito come trovare luce: basta fare polemica. Ed ecco allora assurgere agli onori della vacua popolarità prima Alessandra Celentano (che aveva preso il posto di Rossella Brescia, unica vera miracolata della prima edizione del programma) in perenne scontro con gli altri insegnanti e che, edizione dopo edizione, cerca fra gli alunni il suo agnello sacrificale. Poi è stata la volta delle liti da pollaio fra gli insegnati di canto (e fra Luca Jurman e Grazia di Michele si è arrivati persino agli avvocati e alle carte bollate) e delle coreografie sempre più volgari di Marco Garofalo. Ora siamo arrivati all’ultimo stadio, speriamo. Le case discografiche, che prima snobbavano i talent, si sono accorti che possono essere una delle poche scialuppe di salvataggio per le loro sorti e allora, dallo scorso anno, grande profusione di lodi per i ragazzi e, dopo la fortunata esperienza di Marco Carta (che fu messo sotto contratto solo a talent vinto), ora tutti i ragazzi hanno ricevuto delle offerte e i discografici sono addirittura presenti fra i banchi dei professori. Bellissimo…se persino Rudy Zerbi e gli altri discografici non avessero cominciato a polemizzare davanti alle telecamere. Quello che è più triste è che se già le altre liti erano noiose e avvilenti, queste lo sono ancora di più perché evidenziano anche rivalità personali e professionali e, soprattutto, interessi commerciali. Nell’ultimo periodo, ho il sospetto, anche la conduttrice se ne è resa conto, e Zerbi and Company hanno ammorbidito i toni, pur non rinunciando a qualche frecciatina velenosa nei confronti dei colleghi. Quanto ai finalisti di questa edizione, hanno dimostrato che in TV anche più della danza rende il canto. Il fatto di avere 4 cantanti in finale (ancora onestamente c’è da chiedersi come ci sia arrivato il pur bravo Matteo Macchioni a scapito di ballerini bravissimi come Stefano De Martino o Elena d’Amario) ha convinto la produzione e gli autori a creare per il prossimo anno 2 gironi distinti fra canto e ballo. Senza dubbio i ragazzi erano bravi e la creatività di Pierdavide Carone o la voce di Loredana Errore valevano il prezzo del biglietto. Il primo è innegabilmente bravissimo come autore, ma oggettivamente lo è meno come cantante. Scimmiotta un pochino Vinicio Capossela, un pochino Caparezza, non lasciando uscire la sua personalità che quando affiora è realmente travolgente. Un discorso a parte merita la seconda classificata Loredana Errore. E’ folle. Di quella follia sana che dopo un legittimo inizio di sorpresa non può che rendertela adorabile. Canta in un modo che commuove e coinvolge. Non è arrivata prima, ma forse solo per uno sbaglio nella tempistica di lancio del suo disco. Quello della vincitrice è arrivato prima nei negozi e lei è arrivata prima nella serata finale. Chiudo proprio con la vincitrice, Emma Marrone. Come ho detto, la forza del disco che le è stato cucito addosso l’ha portata al trionfo e lei trionfatrice ci si sente. Ha veramente sfiorato il ridicolo il siparietto con pianto finto, discorsetto preconfezionato fra le lacrime come per la notte degli Oscar e tuffo sul palco al momento dell’annuncio del suo nome (perfidamente mi sarei divertito di più a vedere la sua reazione se non fosse stato così). Meglio che canti e non parli (anche perché, arrivati al sedicesimo “cioè” nella stessa frase chiunque ascolti ha quantomeno un calo di pressione…), specialmente se quando parla dice frasi del tipo: “Dedico questo premio a chi mi è stato vicino anche quando non ero nessuno.” Teniamo a ricordarle che lei stessa ha già vinto un talent, che molti vincitori dello stesso Amici ora continuano ad essere nessuno e che la strada per essere qualcuno è ancora molto molto lunga. Consigliamo a Emma Marrone la visione di una puntata di Matricole e Meteore. Vedrà persone che hanno venduto molti più dischi di lei, ma che sono rimasti, o tornati velocemente, ad essere nessuno.