Teleosservazioni

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di Andrea Polo

Facciamo subito outing e mettiamo in chiaro una cosa. A me la televisione piace. Piace parecchio e da quando ero bambino. La consumo abitualmente più volte al giorno e senza alcuna prescrizione medica.  Sono persino arrivato a studiarla, e anche molto seriamente. Sono forse uno dei pochi che i più volte citati libri di Popper sulla Cattiva Maestra o quelli dei più nostrani Umberto Eco, Ugo Volli, Omar Calabrese e tanti altri semiologi o studiosi della televisione li ha letti di gusto. Alcuni, confesso, più volte. Ma soprattutto sono uno spettatore. Di quelli che a casa non hanno il rilevatore Auditel e che quindi dovrebbero contare meno, ma anche di quelli che non necessariamente vogliono assistere ai programmi in modo passivo.  Insomma, voglio una Televisione 2.0, in cui anche io possa dire la mia senza necessariamente mandare un SMS per il televoto o farmi rinchiudere per mesi in una casa a Cinecittà. Voglio poter fare delle Tele Osservazioni, da condividere con gli amici senza la pretesa che diventino dei dogmi assoluti, ma solo un piacevole argomento su cui intrattenersi. E’ forse per questo che mi è stato chiesto di scrivere questa rubrica che con enorme piacere oggi nasce su Spot and Web. Sarà un appuntamento periodico, in cui condividere con voi quello che più mi ha colpito nei palinsesti televisivi e se anche voi avete delle Tele Osservazioni che volete condividere con me…sarà un piacere. Scegliere il primo argomento di una rubrica, quello con cui presentarsi a chi legge, non è mai un’impresa semplice. Ho pensato a quale sarebbe stato un argomento intelligente, che avrebbe fatto dire che questa rubrica forse non era poi così superflua. Avrei potuto parlare di tanti argomenti, ma alla fine ho scelto di seguire la pancia e scrivere quello che da lettore, forse, avrei voluto leggere sul giornale. Signore e signori state per leggere l’ennesimo commento non richiesto sull’ affaire Aldo Busi. All’atto della presentazione dei naufraghi di questa ennesima edizione dell’Isola dei Famosi, confesso di avere un pochino storto il naso al nome dello scrittore (scusate, ma intellettuale di livello proprio non riesco a definirlo). Era fin troppo prevedibile che si sarebbe prodotto in una serie di siparietti facilmente provocatori, e in quanto estremamente prevedibili affatto provocatori e solo volgarotti, con la conduttrice. Era anche piuttosto scontato che la miscela Busi – Resto del Mondo – condizioni estreme avrebbe prodotto scintille, ma in realtà queste scintille non hanno acceso nessun fuoco particolare. Busi si è presto reso conto che qualcosa non andava e ha cercato disperatamente di sparare le sue cartucce per acquisire quanta più visibilità possibile (abbastanza grottesco il modo in cui cercava di rubare la telecamera mentre il povero Dennis Dallan soffriva dopo il tuffo dall’elicottero). Prima si è scagliato contro la bruttezza dell’Isola che ospitava lui e i suoi compagni di avventura (fortunatamente i rappresentanti della diplomazia nicaraguegna non erano in studio), poi è stato il momento della querelle sull’olio dei capelli della Lecciso (altro argomento infinitamente affascinante…pare), poi altri litigi vari ed eventuali fino al momento clou; mentre viene chiamato per fare le sue nomination durante la diretta, Busi annuncia di volersene andare, prima in modo quasi pacato e dicendo semplicemente di aver esaurito la sua missione Isola, poi partendo con un crescendo furioso che tocca l’omofobia, il Papa, il Governo, le adozioni (qui il primo giusto sussulto della madre affidataria Simona Ventura) fino ad arrivare all’apoteosi dell’offesa: dire a Mara Venier che era rifatta! A questo punto Simona Ventura salta e, soprattutto, le salta l’ultimo briciolo di pazienza e tolleranza nei confronti di Busi che viene liquidato in quattro e quattr’otto senza alcun tentativo di trattenerlo nelle spiagge dell’Isola. La ex signora della domenica di Rai Uno si atteggia a vittima del reato di lesa Maestà e durante la pubblicità impone agli autori di non far riapparire Busi in video, pena la sua uscita dallo studio. E Busi scompare. Riappare però il giorno successivo su tutti i giornali che, a differenza di quanto successo in studio e con buona pace della Venier, riportano come più importanti le dichiarazioni che, senza troppi veli, hanno come oggetto il Papa. Fino a questo punto mi sentivo dalla parte di quelli che accoglievano con giubilo la fine dell’esperienza da naufrago per Busi. Ma il troppo stroppia e assistere all’ostracismo dei vertici RAI (anche da questi la Ventura, come da Busi in trasmissione, si è dissociata) mi ha fatto diventare nuovamente simpatico Aldo Busi. In fin dei conti, ogni giorno, si sentono in televisione offese ben più gravi e molto più fastidiose (anche in molti programmi RAI per i quali nessun dirigente e nessun conduttore tiene a dissociarsi con tanta veemenza) e nessuno si scandalizza. Perché allora tutto questo livore? Aldo Busi è sempre stato un personaggio sopra le righe e che in virtù di questo ha aiutato gli ascolti. Vederlo vittima di questa gogna pare veramente insensato e sciocco. La non presenza di Busi nelle prossime puntate dell’Isola (dove probabilmente avrebbe fatto mea culpa e magari anche chiesto scusa alla Venier – sic!) sarebbe stato molto meno eclatante, la polemica, come buona abitudine italiana, si sarebbe stemperata a favore di un altro affascinante dibattito sul cibo dei naufraghi o sull’inutilità di Ivana Trump (anche qui si potrebbe aprire un capitolo, ma magari lo faremo in un altro momento) e tutto sarebbe finito a tarallucci e vino o, trattandosi di Isola , a riso e noci di cocco. Ma l’assenza di Busi parlerà molto più di quanto non avrebbe fatto la sua presenza. Peccato che chi lo ha voluto fuori da questa e altre trasmissioni non lo abbia capito. Eppure il caso di Morgan a Sanremo avrebbe dovuto insegnare qualcosa. Ora vi farò una domanda a bruciapelo: chi ha vinto questa edizione del Festival? No, Morgan era a Milano, a casa sua.