E Gubitosi disse: I conti sono a posto, la Rai ricomincia a fare assunzioni

Intervista al Corriere della Sera del direttore generale: “Palinsesti con i soliti noti? Pesano i contratti, ma i contenuti cambiano, come l’attenzione per le spese: lo spot per il canone quest’anno è costato 19mila euro, non 2 milioni e mezzo come nel 2006…”

twitter@g_santaniello

“I conti sono quasi in pari, la Rai ricomincia a fare assunzioni”. Ipse dixit Luigi Gubitosi, il direttore generale di Viale Mazzini in una lunga intervista concessa al Corriere della Sera e pubblicata oggi.

gubitosi“Dovremmo raggiungere il pareggio operativo a fine 2013 e il pareggio a livello di risultato netto nel 2014. Tutto questo, continuando ad investire, riprendendo ad assumere, coniugando rigore e sviluppo”, ha dichiarato il manager 52enne al giornalista Paolo Conti quando mancano appena due settimane dal compimento del suo primo anno al vertice della televisione di Stato.

Alla domanda ‘come fa la Rai ad assumere nonostante la crisi?’, la risposta è articolata: “Oggi sarà l’ultimo giorno di lavoro per circa 430 dipendenti che vanno in pensione. A fine 2013 saranno circa 600. Si tratta di un risparmio di 60-70 milioni nell’arco di piano. Siamo, inoltre, in dirittura d’arrivo con il sindacato dei giornalisti Rai per un accordo. Assumeremo 75 giovani giornalisti. Alcuni dalla scuola di Perugia, che sarà sempre più un centro di formazione continua; ci sarà poi un concorso nazionale e uno per i giornalisti che già lavorano in Rai, anche quelli con contratti atipici. Anticiperemo di due anni il piano di stabilizzazione dei giornalisti precari . E assumeremo 200 giovani per concorso con contratto di apprendistato se troveremo un accordo coi sindacati”.

Gubitosi ha parlato anche dei palinsesti che hanno ricevuto il voto contrario da parte dei consiglieri voluti dal Pd Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi. A loro, sono apparsi vecchi e ripetitivi: Mara Venier a ‘Domenica In’, Paola Perego a ‘La vita in diretta’… E, su questo fronte, il direttore fa bel viso a cattivo gioco: “Pesano i contratti, ma i contenuti – ha assicurato – cambieranno”.

Come, ha sottolineato Gubitosi, è cambiata l’attenzione che l’azienda presta alle spese. Un esempio? “Lo spot sul canone, nel 2006, costò 2 milioni e mezzo; quest’anno, solo 19mila euro”.