Rcs verso la ricapitalizzazione, ma per i periodici non c’è nulla da fare

Il titolo vola in Borsa. Lunedì giorno decisivo. Ma non verrà affrontato il nodo delle testate in crisi: 9 su 10 chiuderanno a fine mese

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Il condizionale sarà d’obbligo fino alla fine. Ma tant’è: la ricapitalizzazione di Rcs, società editrice del Corriere della Sera, sembra pronta al varo, con la Borsa che già premia il titolo e le banche fiduciose di un’ampia adesione: il numero magico in circolazione e’ dell’80% sottoscritto. Ben inteso: se tutto filera’ come sembra.

rcsLunedi’ si apriranno i giochi. Intanto, domani sera si riunira’ il Cda del gruppo editoriale per la delibera finale della ricapitalizzazione. Sembra scontato che il consiglio utilizzi tutta la potenza di fuoco ricevuta dall’assemblea dei soci chiamando un aumento ordinario da 400 milioni, mentre sono ancora in corso le valutazioni sull’aumento risparmio (100 milioni la delega).

L’attesa e’ pero’ tutta per lo sconto sul prezzo che il Cda decidera’ per l’emissione. Il tema del prezzo di un aumento e’ sempre frutto di difficili equilibri. Nel caso Rcs, tra l’entita’ della ricapitalizzazione, il flottante ridotto e una crisi che ha messo a rischio la continuita’ aziendale, si tratta di un’operazione annunciata da tempo come molto diluitiva.

Sul mercato era circolata nelle scorse settimane l’attesa di uno sconto anche superiore al 50% sul terp, il prezzo teorico dei titoli post stacco dei diritti.

Dopo la battaglia di Diego Della Valle contro un’operazione ‘sbilanciata’ a suo dire verso le banche e ‘punitiva’ per i soci, ci si attende pero’ un chiaro sforzo di mediazione e uno sconto alla fine non troppo diluitivo.

Il quadro resta fluido. Ma oggi in Borsa il titolo Rcs ha rialzato la testa segnando un rally del 13,92% dopo nove sedute consecutive in calo e perdite (a ieri) del 37% dal via libera in assemblea all’aumento. Si tratta di un movimento su cui gli analisti danno poche spiegazioni, ma che appare anche poco indicativo, visti gli scambi al lumicino registrati (lo 0,3% del capitale).

Il Cda domani affrontera’ solo temi legati all’aumento, senza affrontare il nodo periodici. L’azienda ha preannunciato per fine giugno nove chiusure su dieci delle testate in vendita senza un acquirente. E’ cosi’ plausibile che le decisioni vengano prese la prossima settimana. Quanto al prospetto dell’aumento, dopo il via libera in Cda gia’ venerdi’ si potrebbe alzare il velo sul documento dove risulta sia anche intervenuta Consob, con tutta l’attenzione gia’ mostrata nella vicenda, chiedendo integrazioni e modifiche rispetto alla bozza originaria.