Editoria, ecco il piano del Governo per superare la crisi

Il sottosegretario Legnini al tavolo con Fieg e Fnsi: “Sì all’aiuto statale, ma con turn over e innovazione delle aziende. Anche i motori di ricerca dovranno dare una mano”. Ma intanto la recessione fa un’altra vittima illustre: Il Mulino mette in cassa integrazione 68 dipendenti

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Ripristino del fondo sull’editoria e rifinanziamento della legge 416 per gli esuberi nelle aziende in crisi. Sono i primi obiettivi che il sottosegretario con delega all’Editoria, Giovanni Legnini, ha elencato davanti alle parti sociali, convocate per la prima volta a Palazzo Chigi. Il tutto, mentre i dati sulla raccolta pubblicitaria sulla stampa in generale sono drammatici (-25% nel primo quadrimestre 2013 secondo l’Osservatorio Stampa Fcp) e case editrici prestigiose come Il Mulino sono costrette a mettere in cassa integrazione ben 68 dipendenti.

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Giovanni Legnini

Fatto sta che l’obiettivo illustrato dal sottosegretario e’ ”tracciare una road map per arrivare al piu’ presto ad una soluzione condivisa per porre un argine alla crisi del settore”, così come richiesto dal premier Enrico Letta.

I fondi – ha spiegato Legnini – arriveranno, a patto che il loro stanziamento sia legato a misure per l’innovazione e l’ingresso di giovani. Un impianto che ha trovato nel complesso il favore degli interlocutori, a partire dal presidente Fieg Giulio Anselmi e dal segretario Fnsi Franco Siddi.

Anselmi, pur esprimendo apprezzamento per la visione e l’impostazione del sottosegretario, ha pero’ rilevato che i primi segni sono in controtendenza rispetto alle ipotesi di sostegno all’editoria, citando il taglio di 17 milioni del fondo sull’editoria e l’aumento dell’Iva sui dvd e cd venduti con i giornali per coprire l’Ecobonus. Per il presidente Fieg, punto centrale e’ favorire la trasformazione industriale, anche attraverso il rifinanziamento della 416 per possibili ulteriori prepensionamenti e l’assunzione di giovani. Determinante, inoltre, la modernizzazione della filiera distributiva.

Il rilancio del settore passa anche attraverso la tutela del diritto d’autore, ha sottolineato ancora Anselmi, che ha proposto di aprire una trattativa con i motori di ricerca sull’esempio della Francia perche’ venga riconosciuto il copyright.

E un contributo da Google e gli altri operatori del web e’ quello a cui punta il sottosegretario che intende deciderne le modalita’ dopo un confronto con le parti interessate.

Legnini ha quindi difeso l’impianto della legge sull’equo compenso, pur definendolo imperfetto, e annunciato la convocazione della commissione prevista dalla normativa per il 13 giugno.

Quanto a Siddi, ha sottolineato la necessita’ di mettere in salvaguardia i giornali, trovando risorse per far fronte alle criticita’ di chi perde il posto di lavoro e per favorire l’ingresso di nuove figure. Secondo il segretario Fnsi, c’e’ bisogno di un intervento urgente di welfare attivo, che non preveda solo prepensionamenti, ma anche misure per mantenere alta la qualita’ della stampa cartacea.

La crisi, come accennato, non guarda in faccia a nessuno. L’ultimo grido d’allarme arriva da Bologna, dove 68 dipendenti della casa editrice “Il Mulino” sno destinata alla cassa integrazione.

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La sede della casa editrice Il Mulino

L’azienda, che ha chiesto un incontro con i sindacati per fare il punto sulla riorganizzazione del lavoro, ha proposto 8 ore di cassa integrazione alla settimana per ogni lavoratore, da svolgersi prima e dopo agosto per la durata di 13 settimane.

Per capire quanto sia acuta la crisi (che in Emilia-Romagna ha come vertenza aperta anche quella de “l’Unità”) basti pensare che ha colpito un’azienda che si è sempre dimostrata “solidissima”, come continuano a ritenere Il Mulino i sindacati, fiduciosi di trovare un accordo per la gestione dello stato di crisi in occasione dell’incontro con l’azienda fissato il 6 giugno. Nel 2012, Il Mulino ha pubblicato 59 riviste, 355 nuovi volumi e 436 tra ristampe e riedizioni, con un fatturato a prezzo di copertina dei volumi di 17 milioni di euro. A fine anno, i titoli in catalogo erano 5.120. Ma insufficienti a tenere lontano la mannaia della recessione.