Violenza sulle donne, c’è un tweet per il ministro

Anna Paola Concia, volto simbolo della lotta per i diritti degli omosessuali e delle donne, scrive alla titolare del ministero dell’Istruzione, Anna Chiara Carrozza. Dopo la storia agghiacciante della 15enne accoltellata e bruciata dal fidanzatino in Calabria, la invita a rilanciare nelle scuole la campagna di prevenzione rivolta alle ragazze: Mollate il fidanzato violento

di Giovanni Santaniello

Anna Paola Concia, volto simbolo della lotta per i diritti degli omosessuali e delle donne nonché ex parlamentare del Pd, chiede con un tweet al ministro dell’istruzione Anna Chiara Carrozza di adottare la campagna contro la violenza di genere che promosse nel 2010 assieme ad altre testimonial d’eccezione quali l’ex direttrice dell’Unità Conchita De Gregorio.

ana bn

Si tratta di quella che invita le ragazze a cambiare senza esitazioni fidanzato appena notano da parte dei loro compagni comportamenti violenti.

Già nel 2010 fu una campagna che riscosse molto successo. Anche per il modo che fu scelto per diffonderla. “Vogliamo che passi di mano in mano”, fu la sfida dei promotori.

violenza bnTre anni dopo, il tweet della Concia conferma lo stesso intendimento: “Ministro Carrozza, le regalo questa campagna, la faccia adottare nelle scuole, è gratis”, è il cinguettio scritto oggi pomeriggio dalla dirigente del Pd.

La campagna che passa di mano in mano è stata “la prima preventiva” sul tema della violenza di genere.

“Un decalogo per ricordare alle giovani donne che possono agire invece di subire, e che agire è una scelta di libertà. La libertà di escludere fin dall’inizio un uomo violento dalla propria vita, imparando a non scambiare la violenza per amore”: questo riassume ciò che era – e resta – la missione oltre che di Anna Paola Concia, di Alessandra Bocchetti, saggista femminista, e della copywriter Eliana Frosali, colei che la tradusse in linguaggio pubblicitario con l’aiuto dell’ art director Maurizio Minerva.

Il loro lavoro si tradusse in sette soggetti stampa con altrettanti consigli utili a evitare la violenza.

Ne furono protagoniste sette ragazze normali, lontanissime dall’immagine stereotipata delle veline.

L’idea visiva fu semplice ed efficace: un grande rettangolo nero che nascondeva il viso dell’uomo, su cui campeggiava il claim ‘La violenza ha mille volti, impara a riconoscerli’.

Era l’invito a guardare meglio, più lucidamente, dentro chi si ha accanto.

Un invito che vale anche a tre anni di distanza, come testimoniano tragicamente le statistiche diffuse in occasione dello scorso 8 marzo dalla Casa delle donne. Nel 2012, in 124 sono state uccise in Italia. Tutte protagoniste di storie agghiaccianti. Come quella riportata questa mattina dai giornali: protagonista una 15enne accoltellata e bruciata in Calabria. Da colui il quale era il suo fidanzatino.