L’addio al calcio del Re Mida della pubblicità

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David Beckham chiude la carriera costellata di successi sul campo. Ma soprattutto davanti alle telecamere. Conti alla mano.

di Nicol Garutti

Ebbene sì. David Beckham, uno dei calciatori più noti e affermati e vera e propria icona del marketing, ha deciso di appendere le scarpette al chiodo. L’annuncio arriva direttamente dal giocatore inglese 38enne, a poco meno di una settimana dall’ennesimo titolo vinto in carriera, la Ligue 1 col Paris Saint Germain.

ufficiale-beckham-al-psg-fino-a-giugno_1_bigInserito da Pelé nella FIFA 100, la classifica dei calciatori più forti di sempre, nel 2008 è stato quinto nella lista delle 100 celebrità più influenti stilata dalla rivista statunitense Forbes, mentre il Time lo ha inserito nel “Time 100 Heroes & Icons” dell’anno 2004. Secondo la classifica stilata dalla rivista statunitense Forbes, David Beckham è stato, come già accaduto in diversi anni precedenti, il calciatore più pagato al mondo nel 2012, con un guadagno pari a 46 milioni di dollari. Secondo stime del 2012 pubblicate dal Sunday Times , Beckham possiede un patrimonio di circa 190 milioni di sterline.

Beckham, però, non è un volto noto solo nel mondo del calcio ma anche nel campo della pubblicità.

L’ex capitano della Nazionale inglese vanta contratti pubblicitari ultrapagati con alcune delle società più famose al mondo. Dai 3 milioni annuali di sterline come calciatore di punta dell’azienda tedesca Adidas ai 40 milioni per diventare il viso pubblico della compagnia Gillette. Due milioni annuali per dieci anni anche da parte di Pepsi, che ha però dovuto dividersi il giocatore con la rivale Coca-Cola, che ha potuto usare l’immagine di Beckham, in quanto capitano dell’Inghilterra, per un accordo con la FA. Per l’area telefonia, 4,5 milioni di sterline da parte di Motorola e 2 milioni annuali da parte di Vodafone per sponsorizzare il servizio Vodafone Live!. Non poteva mancare il settore intimo ed abbigliamento: 20 milioni per tre anni per sponsorizzare la linea di intimo di Emporio Armani, 10 milioni da Marks & Spencer per promuovere dei vestiti per bambini con il marchio DB7, acronimo di David Beckham 7, il suo numero di maglia, e una linea di intimo col suo nome per la catena H&M. Un milione e mezzo di sterline da Rage Software per la produzione dei videogiochi  David Beckham Soccer per PlayStation (2001), PlayStation2, Game Boy Advance, Game Boy Color e Xbox(2002) e Go! Go! Beckham! Adventure on Soccer Island per Game Boy Advance (2002). Quattro milioni da Coty, 1,5 milioni da parte di Police Sunglasses per pubblicizzare la marca di occhiali, 1,5 milioni per apparire nella pubblicità del gel per capelli Brylcreem e, addirittura, 500.000 sterline per sponsorizzare l’olio Castrol nell’Estremo Oriente.

Per gestire la sua popolarità in campo mediatico e pubblicitario, Beckham è anche diventato titolare della Footwork Productions Ltd, holding con sede a Londra che cura tutte le entrate generate dai vari sponsor e ingaggi del calciatore e, insieme alla moglie, della Beckham Brand Ltd, che si occupa di sfruttare il marchio di David e Victoria Beckham tramite tv e siti web.

Un calciatore, Beckham, che è stato capace di diventare, allo stesso tempo, un’icona dello sport globale, un fotomodello, un uomo-pubblicità, un brand capace di vendere di tutto vendendo sé stesso.