Pubblicità con femminicidio, stop alla campagna

Contro l’azienda promotrice anche il ministro Elsa Fornero

di Giovanni Santaniello

Alla fine si è arresa: la Clendy di Casoria, l’azienda che aveva lanciato una campagna pubblicitaria-shock con un chiaro rimando a un femminicidio sui manifesti che sono comparsi a Napoli nei giorni scorsi, annulla tutto. I cartelloni saranno rimossi al più presto.

clendy

Un sincero mea culpa? Nemmeno per sogno visto che l’azienda continua a difendere il proprio operato e a parlare di “tempesta in un bicchier d’acqua” e di “attacco mediatico”.

Sta di fatto che contro la sua campagna, ieri, si è mossa anche il ministro per le Pari Opportunità Elsa Fornero: ha chiesto all’Istituto per l’autodisciplina pubblicitaria il ritiro dello spot dello straccio che, impugnato da un uomo, “cancella tutte le tracce” sul luogo di un delitto con vittima una donna.

Secondo il ministro, “pubblicità siffatte, che prendono spunto dal drammatico fenomeno del “femminicidio”, oltre a svilire l’immagine e la dignità della donna, istigano ad ingiustificati e gravissimi comportamenti violenti”.

Ad allertare l’attenzione delle massime istituzioni, nei giorni scorsi, ci hanno pensato un gruppo di parlamentari Pd e Sel di Napoli, il Corecom Campania che col presidente Gianni Festa si è schierato per lo stop immediato alla campagna articolo 9 del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale alla mano (essendo quello che stabilisce che “la comunicazione commerciale non deve contenere affermazioni o rappresentazioni di violenza fisica o morale o tali che debbano ritenersi indecenti, volgari o ripugnanti”) e l’Associazione italiana dei Pubblicitari Italiani. Il suo rappresentante, Biagio Vanacore, ha chiesto un incontro alla presidente della Camera Laura Boldrini per indicare la necessità di regole più ferree al settore. L’obiettivo dichiarato è di evitare altre lacrime danno fatto da parte della Fornero, e non solo.