Roma, la guerra dei manifesti abusivi

David Sassoli rischia l’esclusione dalla corsa al Campidoglio

di Giovanni Santaniello

David Sassoli, già volto noto del Tg1 ed europarlamentare in quota Pd, rischia di finire prima di cominciare la sua corsa a sindaco di Roma. Domenica 7 aprile, nella capitale, il popolo del centrosinistra è chiamato alle primarie per scegliere il candidato della coalizione. Ma Sassoli, già in vista di quest’appuntamento, è finito al centro del mirino per le centinaia di manifesti abusivi affissi dal suo comitato elettorale che si ritrovano lungo strade, piazze e metro di Roma, anche laddove la legge lo vieta.

manifesti sassoli 4

Un peccato veniale? Non la pensano affatto così i principali competitor di Sassoli, Ignazio Marino e Paolo Gentiloni che, codice etico alla mano, chiedono l’esclusione dalla corsa al Campidoglio del giornalista. Nelle prossime ore, è già annunciata una commissione di garanzia di fuoco. Fatto sta che dal comitato di Sassoli scatta la difesa a tutto spiano: “I manifesti non sono vietati. Ai nostri volontari è stato detto di affiggerli solo nei luoghi consentiti e pertanto, in caso di errori, siamo pronti a darne conto”.

Tanto basta per placare la burrasca? Nemmeno per sogno. Leggere la polemica che si è accesa tra Sassoli e Marino per credere. Ha cominciato quest’ultimo ad andarci giù duro, inserendo sul suo profilo Facebook lo slogan “Chi ama Roma la rispetta” sotto una foto dei manifesti-selvaggi e dichiarando: “Sassoli mi ricorda quel ministro che ha detto ‘se trovo coloro i quali mi hanno pagato la casa li denuncio’…” . Al che l’ex volto del Tg1 non è rimasto col cerino acceso in mano: “Comprendo il nervosismo del senatore che, non conoscendo Roma, tenta in tutti i modi di trasformare in rissa quello che dovrebbe essere un confronto sui drammatici problemi della città e sulle soluzioni da proporre”.

Insomma: come se i muri imbrattati che deturpano strade e piazze non costituissero uno di quei problemi. Come se i manifesti abusivi non rappresentassero agli occhi dei cittadini il biglietto da visita della cattiva politica che non fa altro che accrescere la loro sfiducia nelle istituzioni, già prima delle primarie che dovrebbero segnare una nuova pagina.