Comunicare la sostenibilità: cresce il ruolo di social media e storytelling

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Social-Media-GreenIl 2012 ha visto un crescente protagonismo dei temi legati alla sostenibilità nei social media e nei blog.
A raccontarlo è il rapporto Social Media Sustinability Index di SMI ( Social Media Influence) e di Wizness Publisher, una piattaforma che permette di creare e condividere online report e informazioni sulla sostenibilità.
Secondo questo rapporto, l’ultimo anno ha visto un cambiamento di orientamento importante nel mondo della green communication. Nel 2011 si è pensato che la sostenibilità potesse essere trattata allo stesso modo del brand marketing, con campagne a grande impatto ma limitate nel tempo. Il 2012, invece, ha visto prevalere un diverso approccio basato sulla continuità editoriale e sull’utilizzo, 365 giorni all’anno, del web come luogo di diffusione di contenuti.

Il report definisce questo nuovo orientamento “The magazine mentality”: consiste nel creare canali di comunicazione sempre accessibili e aggiornati che si rivolgano a investitori, media, ONG e naturalmente anche ai consumatori.
Un cambiamento di mentalità maturato a partire dalla consapevolezza che ormai la sostenibilità non è più un tema di nicchia, ma un valore largamente condiviso che può rappresentare un asset per la comunicazione aziendale.
Le aziende si sono trovate quindi di fronte a una sfida: quella di comunicare la sostenibilità e sviluppare engagement in uno scenario che non si basa più sulle “campagne” pubblicitarie ma su un presidio costante del web.

La presenza sui social media
In questo contesto i social media hanno giocato un ruolo fondamentale. Grazie alla loro diffusione, sono ormai percepiti come uno strumento di empowering che permette alle persone di far sentire la propria voce. Questo ha provocato un vero e proprio cambiamento nei paradigmi di comunicazione. Nell’arco di pochi anni, le aziende hanno dovuto imparare a relazionarsi con un pubblico esigente e spesso ben informato. E ora, finalmente, molte compagnie hanno compreso di poter utilizzare queste dinamiche a proprio vantaggio.
Nell’arco dei tre anni indagati dal rapporto, le grandi aziende che gestivano canali social dedicati alla sostenibilità sono passate da 60 a 176. I canali privilegiati sono Facebook e Twitter. Nel frattempo, sono nati 60 blog o magazine dedicati al green: un chiaro segnale che si è compresa l’importanza della costanza per uno storytelling efficace e coinvolgente. Ma soprattutto credibile: le iniziative spot, come abbiamo visto, hanno una credibilità ridotta per i nuovi consum-attori attivi in rete.

Social media e comunicazione alla sostenibilità: un orizzonte condiviso
In poco tempo, dunque, le cose sono cambiate profondamente.
Relazionarsi con le communities online ha reso molto difficile, per le grandi marche, ignorare le proprie responsabilità o cercare di nasconderle. Una lezione appresa dopo numerose campagne di successo condotte dalle ONG, alcune delle quali come Greenpeace e Avaaz sono diventate esperte nella mobilitazione online.
Ma si può andare oltre. Secondo il report, infatti, social media e sostenibilità si fonderebbero su una base valoriale comune. In effetti, i principi condivisi sono quelli dell’autenticità, della trasparenza, della creatività e dell’innovazione.
Insieme, social media e sostenibilità stanno già rivoluzionando le modalità di comunicazione delle aziende. Presto, potrebbero contribuire a modificarne sempre più profondamente il business model.

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