TP, la difesa del presidente Vanacore: “Momento difficile, ma sconcertato da chi mi attacca: li denuncio”

Il comunicato del numero uno dell’associazione italiana Pubblicitari Professionisti dopo le dimissioni di Sarli e la scoperta del rischio-crac: “Le difficoltà economiche? Ereditate. Chi polemizza ha sempre saputo tutto dell’associazione”

di Giovanni Santaniello

“Che la TP stia attraversando un grave momento di difficoltà è noto a tutto il mondo della pubblicità fin dal 2009, momento in cui ho assunto l’incarico di Presidente al posto del dimissionario Finzi con una situazione debitoria ben più onerosa di quella odierna. E’ da allora che proviamo a mettere in sicurezza l’Associazione, come ben sanno i soci che hanno avuto modo di leggere ed approvare i bilanci nel corso di questi anni. Essi si sono resi conto che i problemi esistenti sono frutto di anni di gestione non attenta ai costi”.

biagioInizia così il lungo comunicato con cui il Presidente dell’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti, Biagio Vanacore, getta acqua sul fuoco dell’incendio divampato con il post lasciato l’altro ieri sera su Facebook da Renato Sarli, il rappresentante lombardo dell’associazione che ha reso noto le sue dimissioni per la situazione tragica dal punto di vista economico in cui versa TP.

Ieri, si è scatenato un vero e proprio terremoto. Anche perchè alla mossa di Sarli si sono aggiunte le parole di Diego Illetterati, Presidente del Consiglio Nazionale dell’associazione, e dell’ex tesoriere Francesco Miscioscia che hanno attaccato la dirigenza attuale rivelando, in particolare il secondo, che già l’anno scorso, a causa di tanti soci che non hanno pagato la quota associativa, si era creata una voragine di almeno 200 mila euro.

Ritrovatosi al centro della tempesta, Vanacore cerca di calmare le acque: “Parlare di crac, farlo attraverso la stampa e leggere che tali notizie sono date da chi ha avuto o ha ruoli di responsabilità e ha condiviso con me molte delle preoccupazioni e delle scelte non facili fatte in questi anni, venire a conoscenza, quindi, di dichiarazioni di persone ben coscienti dello stato reale delle cose e delle cause che lo hanno determinato, mi lascia sconcertato – scrive Vanacore nel suo comunicato – TP è la più longeva associazione del mondo della comunicazione e sta affrontando con coraggio e grande determinazione i diversi problemi che ha sul tavolo, come ha sempre fatto in tutti questi ultimi quattro anni. Sono problemi che la giunta e il Consiglio Nazionale presenteranno unitamente al bilancio e alle nostre raccomandazioni all’assemblea nazionale dei soci, così come previsto dallo statuto, entro la fine di questo mese, in modo da generare al nostro interno un dibattito, come sempre accaduto finora”.

“Lo faremo – sottolinea il Presidente – sulla base di quanto definito nel Consiglio Nazionale del luglio scorso, sapendo che il sentiero è stato già allora definito e tracciato”.

Niente, quindi, è perduto. Vanacore chiarisce che “da luglio ci sono sul tavolo soluzioni e tempi di attuazione”. Una road map per evitare il precipizio sarebbe già stata delineata. “Abbiamo sempre provato, in questi ultimi anni, nonostante le difficoltà e la crisi, a guardare oltre, perchè la parola crisi ha in sè due anime: pericolo, ma anche opportunità. Abbiamo tutta l’intenzione di continuare a farlo a vantaggio di una professione che è e resta uno dei motori del successo di enti e aziende, e per la quale ci siamo spesi fino in fondo per il riconoscimento. Cosa, quest’ultima, che forse ha generato più di un problema ai cosiddetti poteri forti”.

Il pensiero positivo non è un’esclusiva di Jovanotti, quindi: “Come sempre abbiamo fatto, troveremo sicuramente la nostra strada, qualunque essa sia, ma con dignità e rispetto, così come la nostra storia richiede. Naturalmente – conclude Vanacore – tutti coloro che vogliono soddisfare la propria curiosità ed avere notizie dettagliate sul nostro stato di salute possono, nel rispetto della privacy, prendere visione di ogni singola voce di bilancio presso la sede della nostra associazione. Tra l’altro, sotto la mia presidenza, le nostre assemblee sono state sempre aperte agli organi di stampa. Dunque, tutti hanno sempre saputo tutto, stato di salute associativo incluso. Sono certo – scrive il Presidente – che resteranno meravigliati almeno come lo sono stato io di fronte ad alcune voci di sofferenza e la loro provenienza”.

La preoccupazione finale di Vanacore è quella di tamponare l’emorragia di soci di queste ore. Per questo, parte anche al contrattacco.

“Per quanto attiene alle dichiarazioni fatte nel loro complesso da alcuni autorevoli e illustri colleghi, pur non volendo entrare nel merito delle stesse perchè non farei altro che alimentare inutili e sterili chiacchiericci da ballatoio in un momento delicato della vita di TP, non posso esimermi dal ritenere le stesse lesive dell’immagine, della dignità e della onorabilità mia e del gruppo dirigente che con me condivide la responsabilità della gestione dell’associazione, e mi riservo al tempo stesso di sentire gli organismi associativi preposti per valutare e mettere in atto tutte le opportune azioni, anche di carattere legale, per i danni che hanno causato e stanno causando”.