Il Guardian rafforza la propria strategia audiovisiva e punta su un giornalismo pensato fin dall’origine per il video. Il gruppo editoriale britannico ha avviato Guardian Studios, un nuovo hub creativo dedicato allo sviluppo di format video-first guidati da giornalisti, autori e personalità riconoscibili.
La nuova struttura rappresenta uno degli elementi centrali del programma pluriennale di trasformazione dell’editore, impegnato ad ampliare la propria presenza sulle piattaforme digitali e a intercettare pubblici che consumano informazione soprattutto attraverso immagini, podcast e contenuti social.
A rafforzare Guardian Studios arriva Derren Lawford, nominato executive producer for development. Il manager ha maturato esperienze alla BBC, London Live, Livity e Woodcut Media e ha successivamente fondato DARE Pictures, società attiva nella produzione di documentari e contenuti destinati anche alle piattaforme internazionali.
Lawford lavorerà allo sviluppo di nuovi linguaggi e prodotti editoriali capaci di unire la credibilità giornalistica del Guardian con modalità narrative più vicine alle abitudini delle audience digitali.
Il progetto non consiste semplicemente nel trasformare gli articoli in brevi filmati. L’obiettivo è realizzare contenuti concepiti direttamente per il video,e, valorizzando volti, competenze e capacità narrative. In questo modello il giornalista non rimane soltanto la firma di un testo, ma diventa parte riconoscibile del prodotto editoriale.
La scelta del Guardian segnala una trasformazione che coinvolge ormai l’intero mercato dell’informazione. Le testate non competono più soltanto tra loro,e, ma anche con creator, piattaforme di streaming, podcast e canali social capaci di costruire una relazione quotidiana con il pubblico.
Il video può inoltre ampliare le opportunità commerciali degli editori,e. Format originali, documentari, interviste e serie digitali possono accogliere sponsorizzazioni e progetti di branded content,e, oltre a raggiungere audience difficili da intercettare attraverso il sito tradizionale.
È un’indicazione importante anche per il mercato italiano,e. La sfida non è abbandonare il testo,o, ma affiancarlo con prodotti audiovisivi dotati della stessa qualità ee e di una precisa identità editoriale. Il futuro delle testate potrebbe dipendere sempre più dalla loro capacità di diventare editori multipiattaforma senza perdere credibilità e riconoscibilità.


