Operation Bluebird lancia Twitter.now e sostiene che Elon Musk abbia abbandonato nome e simboli della piattaforma originaria. X Corporation rivendica i propri diritti e tenta di bloccare il progetto.
Il nome Twitter torna sulla scena digitale a tre anni dalla trasformazione della piattaforma di Elon Musk in X. A riportarlo in vita è Operation Bluebird, startup statunitense che ha aperto l’accesso preliminare a Twitter.now, un nuovo social network ispirato all’identità del vecchio servizio ma costruito intorno a un diverso modello di gestione dei contenuti.
L’iniziativa ha immediatamente riacceso la battaglia sulla proprietà del marchio. Operation Bluebird sostiene che X Corporation abbia abbandonato i segni distintivi “Twitter”, “Tweet” e il celebre uccellino blu quando Musk decise di cancellare progressivamente la vecchia identità e sostituirla con X.
La società di Musk respinge questa interpretazione e ha avviato un’azione federale per fermare l’utilizzo del nome, accusando la startup di violazione dei marchi e del copyright e di voler sfruttare una notorietà costruita dalla piattaforma originaria.
Nel progetto un ex legale di Twitter
Tra le figure coinvolte in Operation Bluebird c’è Stephen Coates, già responsabile legale dei marchi di Twitter. La sua presenza rende la sfida particolarmente significativa: Coates conosce direttamente la storia, la gestione e il valore della proprietà intellettuale che la startup sta tentando di recuperare.
Operation Bluebird aveva inizialmente presentato una richiesta all’ufficio statunitense dei brevetti e dei marchi per ottenere la cancellazione di alcune registrazioni appartenenti a X Corporation, sostenendo che non fossero più utilizzate commercialmente.
X aveva risposto con una causa depositata in Delaware, affermando che il cambio di nome non equivale a una rinuncia ai diritti. Il pubblico continua infatti ad associare Twitter alla piattaforma oggi chiamata X e, secondo la società, l’arrivo di un nuovo servizio con lo stesso nome potrebbe creare confusione.
Un giudice federale ha espresso in via preliminare dubbi sulla capacità di X di dimostrare l’utilizzo continuativo di alcuni simboli e termini legati alla vecchia identità. Non si tratta però di una decisione definitiva: la proprietà dei marchi resta oggetto del procedimento.
Twitter.now non vuole essere una semplice copia
Coates sostiene che Twitter.now non sia un tentativo di ricostruire esattamente il social network del passato.
Il progetto si presenta come un nuovo spazio pubblico digitale basato sul principio “libertà di parola, non libertà di portata”. Gli utenti possono pubblicare i propri contenuti, ma la loro distribuzione dovrebbe dipendere anche dalle preferenze e dalle soglie di affidabilità impostate da chi li riceve.
L’obiettivo dichiarato è spostare parte del controllo dalla piattaforma al singolo utente. Invece di affidare tutte le decisioni a un algoritmo centrale, ogni persona potrebbe scegliere quali categorie di contenuti visualizzare e quale livello di attendibilità richiedere alle informazioni presenti nel proprio feed.
Il sistema VERA per valutare l’affidabilità
Uno degli elementi centrali è VERA, un sistema di verifica assistito dall’intelligenza artificiale. Secondo il progetto, lo strumento analizza i post, assegna loro un punteggio di affidabilità e mette a disposizione le fonti utilizzate per la valutazione.
Gli utenti possono impostare filtri personalizzati, decidendo se vedere tutti i contenuti oppure limitare la distribuzione di quelli che non raggiungono determinati parametri.
La proposta cerca di affrontare uno dei problemi più difficili dei social network: conciliare libertà di espressione, verifica delle informazioni e responsabilità nella distribuzione.
Affidare il controllo all’utente non elimina tuttavia le criticità. Rimangono da verificare l’affidabilità del sistema, la qualità delle fonti selezionate dall’IA, il rischio di errori e la possibilità che i filtri creino nuove camere dell’eco.
Accesso anticipato a 20 dollari
Twitter.now è ancora in una fase iniziale e dispone di una base di utenti limitata. Operation Bluebird offre un accesso anticipato da 20 dollari, che consente di partecipare ai test e prenotare alcuni nomi utente.
La startup invita inoltre i sostenitori a contribuire economicamente alla battaglia legale con X. Una scelta che lega fin dall’inizio la costruzione del nuovo servizio alla controversia sulla proprietà del marchio.
Il principale patrimonio del progetto non è ancora rappresentato dalla tecnologia o dal numero degli iscritti, ma dalla forza emotiva e culturale del nome Twitter. Nonostante la trasformazione in X, per milioni di persone quel marchio continua a identificare un determinato modo di seguire le notizie e partecipare alla conversazione pubblica.
Proprio questa notorietà costituisce anche il suo maggiore ostacolo legale. Twitter.now potrà tentare di costruire un nuovo social network, ma spetterà ai giudici stabilire se potrà farlo utilizzando il nome e i simboli della piattaforma creata nel 2006.


