
Alla vigilia di “Evolution Forum Day”, giunto alla 29esima edizione e che si terrà come sempre nell’Auditorium della Comunità di San Patrignano sabato 29 novembre, e a poche settimane dall’uscita del suo ultimo libro “Io sono il futuro”, abbiamo fatto una chiacchierata con Gianluca Spadoni, imprenditore e formatore romagnolo nonché uno dei principali trainer nell’ambito del Network Marketing che in tutta Italia ha formato circa 500mila professionisti. È stato lui, nel 2009, a creare l'”Evolution Forum Day”, appuntamento d’incontro per imprenditori, professionisti, sportivi e persone in evoluzione provenienti da tutta Italia.
D) Il sottotitolo di questa edizione di “Evolution Forum Day”, la 29esima, è “La vita larga”. Ce lo puoi spiegare meglio? Quali sono gli obiettivi di questa giornata?
R) Il sottotitolo è “La vita larga” perché lo scopo è quello di condividere insieme il fatto che tutti ci preoccupiamo un po’ di quanto la vita debba e possa esser lunga. Parliamo di longevità, tutti ci chiediamo quanto vivremo come vivremo. La domanda che ci vogliamo porre invece è: cosa facciamo mentre viviamo, in che maniera la vita dev’essere riempita di desideri, di obiettivi, di significato? E il luogo, San Patrignano, ci aiuta a riflettere da questo punto di vista perché tutti noi ci dobbiamo assolutamente consapevolizzare che nella vita veniamo spinti e guidati da due cose: o dal dolore, la sofferenza, che ci urla di cambiare e migliorare; oppure da un sogno, da un desiderio. E il motivo per cui abbiamo invitato tutti quegli ospiti è che, oltre ai ragazzi di San Patrignano che possono testimoniare che hanno cambiato grazie alla sofferenza, tutti i nostri ospiti hanno cambiato grazie a un sogno.
D) Hai scelto alcuni ospiti d’eccezione provenienti da campi e settori differenti, tra cui il cantante Stash, l’imprenditore Horacio Pagani e alcuni massimi esponenti dello sport italiano attuale come il medagliato Andy Diaz. Come mai proprio loro e quali valori li accomuna?
R) Sono storie diverse tra di loro: imprenditori, sportivi, studiosi, persone che hanno fatto successo nello spettacolo e che in realtà, come dicevo prima, hanno continuato nella vita a migliorarsi, a mettersi in gioco alla ricerca di desideri da realizzare e di significati da dare alla propria esistenza Utilizzando il lavoro non solo come mezzo economico ma come vera e propria fonte di arricchimento, non solo materiale, spesso ancor di più spirituale, umano, umanistico; non come strumento per avere ma anche per dare, per poter testimoniare. E quindi sono molto curioso di vederli rispondere alla domanda: cos’è anche per te la vita larga?
D) Da poche settimane è uscito il tuo settimo libro “Io sono il futuro”: senza fare spoiler, come mai hai scelto la Rosa di Gerico come simbolo in copertina? A chi è dedicato il libro?
R) La Rosa di Gerico è un simbolo di resilienza e di rinascita. Cresce soprattutto nelle zone del Medio Oriente tipicamente asciutte e ha questa capacità di poter sbocciare in presenza di acqua e di rimanere in forma di vita latente apparentemente morta in assenza di acqua. È un bell’esempio di quello che accade spesso nelle nostre vite che sembrano spente: spesso anche gli esseri umani sono in una forma di vita latente, apparentemente semplicemente in sopravvivenza, e poi quando trovano uno scopo, un obiettivo o un sogno si riaccendono, sbocciano, tornano a vivere, come la Rosa di Gerico. E questo libro nasce dalla volontà di lasciare un messaggio importante alle quasi decine di migliaia di giovani che incontro ogni anno, oggi più che mai pieni di opportunità e di capacità ma spesso deboli valorialmente, un messaggio da 12 persone che hanno fatto la differenza non per quello che fanno ma per quello che sono.
D) Qual è l’attuale situazione delle PMI in Italia? Cosa emerge dal vostro “Osservatorio Evolution Forum Business School sulle PMI” che intervista oltre 1200 imprenditori italiani?
R) Secondo l'”Osservatorio Evolution Forum Business School sulle PMI” in questo momento i nostri imprenditori delle piccole e medie imprese sono più spaventati dalla manovra finanziaria e dalla forte tassazione che dai dazi. La nuova Legge di Bilancio non convince praticamente nessuno e il 62% degli imprenditori chiede modifiche immediate. Uno su due si dichiara preoccupato per il caro energia in bolletta e per l’inflazione che erode il potere di acquisto dei consumatori. Addirittura il 62% protesta per la tassazione imposta attualmente sugli aumenti salariali, in particolare legata ai neo assunti in azienda. Ma non solo: il taglio dell’Irpef resta un tema caldo e preoccupa il 40% degli intervistati. C’è un occhio naturalmente che guarda anche all’attualità e ai fatti che succedono nel mondo: per esempio, più della metà del nostro campione di riferimento (il 58%) ritiene che la pace a Gaza sia una buona notizia per tutte le economie del mondo, compresa la nostra, che aiuterà a trovare un nuovo equilibrio. Infine, visto che siamo vicini al Natale, un imprenditore su tre rimane ottimista in vista delle Feste perché vede l’Italia come un Paese stabile, al contrario di altri Big europei come Francia e Germania.
D) Che ruolo hanno i più giovani nell’economia odierna? Quali preferenze hanno in ambito lavorativo? Che scelte stanno compiendo?
R) I giovani, dall'”Osservatorio Evolution Forum Business School sulle PMI” al quale ha contribuito alla ricerca Alessandro Ghisleri di Euromedia Research, hanno oggettivamente un approccio diverso al mondo del lavoro. Hanno più necessità di equilibrio vita-lavoro, hanno più desiderio di entrare in un posto in cui possono imparare, oltre che ottenere. E da questi dati si legge tra le righe una cosa potente: abbiamo il dovere, noi come aziende, di capire che questi ragazzi vanno appassionati, che spesso manca loro qualcosa che fa battere il cuore. E, mentre nelle generazioni precedenti era facile che questo qualcosa potesse essere il lavoro, oggi è più raro. In secondo luogo, dobbiamo riuscire a capire che oggi più che mai le aziende sono anche un luogo educativo e quindi questi ragazzi, se entrando nel mondo del lavoro troveranno un posto in cui possono esprimersi, sentirsi considerati, crescere e migliorare, allora avranno un approccio virtuoso e la consapevolezza che il lavoro può essere qualcosa che va oltre al semplice bisogno materiale. Se invece troveranno un luogo che li svuota, li sfrutta e dà loro meno di quello che invece danno, in questo caso rischieremo di avere generazioni di delusi che si allontanano dal lavoro rischiando di svuotare il nostro tessuto economico, solo perché non siamo in grado di coinvolgerli.

