La Marsigliese. L’inno Francese…Made in Italy

di Maurizio Badiani

I Francesi vanno fieri del loro inno nazionale. Ed a ragione perché (testo sanguinario a parte) è bellissimo. 

Bello e italiano, a quanto sembra.

Durante l’attività di incisione dell’opera omnia di Giovanni Battista Viotti (tra poco vi dirò chi era) è sbucato fuori un brano intitolato “Tema e variazioni in Do maggiore” che porta la data – decisamente pre rivoluzionaria – del 1781.

Il Viotti, per i non addetti ai lavori un Carneade della musica, ai suoi tempi fu un compositore famoso ed un esecutore acclamato. 

Nato nel 1755 in un paesino vicino a Ivrea, di modesta estrazione (suo padre era artigiano), trovò a Torino chi ne comprese il talento e lo fece studiare presso i migliori musicisti della città. 

Dalla città Sabauda si spostò presto in Francia dove iniziò una strepitosa carriera come compositore e violinista fino a divenire uno dei beniamini di Maria Antonietta. 

Fu proprio il rapporto stretto con la regina che consigliò al nostro, al primo soffiare dei venti rivoluzionari, di lasciare la Francia per rifugiarsi in Inghilterra. 

Evidentemente lo “spartito” di cui si parla rimase in terra di Francia. E qualcuno se ne appropriò.

Quel qualcuno si chiamava Claude Joseph Rouget de Lisle, ufficiale dell’esercito Francese. 

Avvezzo più alle armi che alle note il nostro ufficiale pensò bene di ricorrere a una musica già fatta.

Se questa non è la musica della Marsigliese io sono una suora.

Il “Tema” di Viotti, nato per allietare nobiluomini in redingote e gentildonne incipriate tra mura affrescate e salotti dorati, grazie al furto con destrezza di un militare, finì per scendere nelle piazze e diventare, giorno dopo giorno, la colonna sonora di quegli avvenimenti tempestosi che hanno regalato al mondo qualche frammento in più di liberté di egalité e di fraternité.

Decisamente un “furto” che ha fatto storia.