«Il giornalismo del futuro deve costruire comunità»

L’informazione deve creare comunità. Anche trovando nuovi linguaggi e nuovi strumenti con cui arrivare ai giovani. Nella sua giornata di esordio, Glocal, il Festival del Giornalismo Digitale in programma a Varese fino al 14 novembre, ha delineato il futuro del giornalismo: all’interno di un rapporto spesso difficile con i lettori, il giornalista di oggi è chiamato a «costruire una comunità. E la rete è il posto migliore per farlo». Nei primi incontri, che hanno visto protagonisti tra gli altri, Alessandro Galimberti, presidente uscente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Gianni Riotta, Carola Frediani, Massimo Russo, Daniele Bellasio e Marco Giovannelli, è emersa una nuova figura del giornalista: «Viviamo in società sfatte, sfilacciate, fatte di individui: il giornalista, pur continuando a seminare dubbi, deve fare anche lavoro di raccolta di comunità». Essere, in un certo modo, sintesi. Perché è da un’informazione corretta e puntale che nascono coscienze critiche e consapevoli. Un lavoro importante, che viene sostenuto dalle innovazioni tecnologiche.

Se infatti la rete e il digitale hanno rivoluzionato il modo di lavorare delle redazioni, questi nuovi strumenti devono essere messi al servizio di un’informazione sempre più puntuale, dove la velocità non deve andare però a discapito della qualità, come emerso dal panel dedicato ai “dialoghi digitali” e all’approccio al giornalismo da parte dei più giovani con le esperienze di Fuori Fuoco e NeverWasRadio.