TER 2021, 1° sem: regione che vai, ascolto che trovi

di Claudio Astorri www.astorri.itA volte osserviamo troppo i dati della singola stazione, che ci interessa in modo particolare, e perdiamo di vista il quadro complessivo. Anche quello regionale. Esso è fortemente variegato nei 3 differenti comparti della Radio. Per saperne di più…

La pubblicazione dei volumi elettronici di TER per il 1° semestre 2021 permette lo svolgimento di analisi interessanti a livello territoriale. Già, il territorio, questa magnifica risorsa per la Radio locale che può essere ancor meglio valorizzata a favore sia dell’offerta al pubblico che della raccolta pubblicitaria. Qui ci concentriamo sulle regioni, le 20 regioni Italiane. Gli ascoltatori delle diverse regioni hanno comportamenti simili? A osservare i dati del giorno medio vi sono obiettivamente regioni virtuose, ben superiori alla media nazionale, e altre molto al di sotto.

Solo 8 regioni hanno una quota di ascoltatori nel giorno medio superiore alla media nazionale del 62,67% rispetto alla popolazione oltre i 14 anni. Spicca tra queste il Friuli Venezia Giulia con il 71,20%. Altre 12 regioni hanno performance invece inferiori al dato medio dell’intero Paese. Negativamente, purtroppo, spicca la Liguria come ultima in classifica con il solo 56,25%. Le differenze non sono piccole tra le regioni e l’intervallo delle differenze agli estremi è in modo significativo del 14,95%. Non poco.

L’ascolto nelle regioni del comparto pubblico

Le emittenti di RAI RADIO e che compongono il comparto pubblico rilevato da TER sono 5: RAI RADIO 1RAI RADIO 2RAI RADIO 3RAI ISORADIO e RAI RADIO 3 CLASSICA. La quota di ascolto di RAI RADIO è in crescita. C’è stato un significativo miglioramento nel confronto tra gli ultimi 2 semestri omogenei, il 1° del 2019 e il suo omologo del 2021, appena pubblicato. RAI RADIO passa dal 10,82% di share totale al 12,15%. Un segnale positivo e in controtendenza dopo oltre un decennio di difficoltà. Molto utile per la competizione nel settore Radiofonico.

Colpisce il fatto che tra le prime 4 regioni per quota di ascolto ben 3 siano a statuto speciale. Evidentemente l’impegno linguistico a supporto di aree culturali con identità specifiche, che completa la generosa offerta di RAI RADIO, è una forma di servizio pubblico particolarmente apprezzata in quei territori. Lo sviluppo dovrà essere importante e significativo anche nei valori in regioni fortemente popolate ma meno coinvolte come Veneto, Lombardia, Sicilia, Puglia e soprattutto Campania. Quest’ultima non raccoglie l’8% di AQH Share. Ma il trend è in crescita.

L’ascolto nelle regioni del comparto locale

Il comparto locale include oltre 250 emittenti distribuite in tutte le 20 regioni tranne la Valle d’Aosta e il Molise che non hanno emittenti proprie iscritte. Gli ascoltatori delle 2 regioni accedono all’ascolto di Radio locali che originano da altri territori ma con segnale nel proprio. Normalmente e coerentemente sono ascritte al comparto locale anche le emittenti della voce “Altra Radio” che rappresenta stazioni non ufficialmente iscritte all’indagine TER. Si tratta di un comparto che così complessivamente vale il 30,2% del mezzo.

La variazione del comparto nelle diverse regioni è in effetti molto ampia. Si passa dal record del Veneto con il 40,15% sul totale dell’ascolto dato anche da 2 grandi gruppi locali che hanno polarizzato fortemente l’interesse del pubblico e degli investitori pubblicitari. E si arriva al minimo di Molise e Valle d’Aosta che oscillano tra il 12% e il 15%. Tra le regioni più affluenti verso l’ascolto delle Radio locali sono eccellenti i risultati anche di Lazio e Campania che pure, guarda caso, beneficiano di una forte competizione interna al territorio.

L’ascolto nelle regioni del comparto nazionale

Si tratta delle radio nazionali commerciali, non pubbliche e già trattate, che rappresentano la maggioranza assoluta dell’ascolto tranne che in 4 regioni. Esse comprendono in ordine di quota: RTL 102.5RADIO 105RADIO DEEJAYRDSRADIO ITALIARADIO KISS KISSRADIO 24VIRGIN RADIORADIO MONTECARLORADIO CAPITALR 101M2O e RADIOFRECCIA. Si tratta di 13 emittenti nazionali che insieme compongono il 57,83% dell’ascolto su base nazionale. Il dato è in discesa negli ultimi 2 anni avendo registrato nel 1° semestre del 2019 il 59,09%.

Le 4 regioni che sono meno inclini alla fruizione delle Radio nazionali hanno una percentuale al di sotto del 50%. Come già visto il Friuli Venezia Giulia ha una forte presenza di ascolto orientata al comparto pubblico. Basilicata, Lazio e Veneto sembrano disporre anche di un forte sistema di emittenti locali che evidentemente è in grado di drenare l’interesse del pubblico dai grandi brand del nostro Paese. Lo sviluppo delle Radio nazionali passa proprio per le popolose regioni del Lazio e del Veneto che sono ultime per quota del comparto nazionale.