ViziPubblicitari – La verità tirata…per i capelli

di Federico Unnia

“Favorisce la crescita dei capelli” relativa ad un prodotto,  Bioscalin, un  attivatore capillare con l’indicazione “fase di crescita 80%”, non possono ritenersi lecite  funzionalità attribuibili a un prodotto di natura cosmetica, al quale può essere riconosciuta al più un’azione di prevenzione nella caduta dei capelli.

Questo semplice ragionamento, in realtà non nuovo per il mondo autodisciplinare, è costato caro a Giuliani, che si è visto bloccare con un’ingiunzione di desistenza la diffusione di uno spot trasmesso anche su internet.

Secondo il Presidente del Comitato di Controllo, infatti, lo spot “Attiva il tuo lato Bioscalin”, relativo al prodotto “Bioscalin Attivatore Capillare”, trasmesso sul canale  YouTube Bioscalin, sul sito internet www.bioscalin.it  e sulle reti Rai lo scorso mese di marzo 2021, si poneva in aperto contrasto con gli artt. 2 – Comunicazione Commerciale Ingannevole – e 23 – Prodotti cosmetici e per l’igiene personale – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. In particolare, una volta vista la comunicazione, il Comitato di controllo, nell’esercizio delle sue prerogative di verifica della veridicità delle affermazioni pubblicitarie, aveva richiesto all’azienda dati ed informazioni per verificare l’asserita efficacia del prodotto pubblicizzato.

Non essendo pervenuti riscontri attendibili, è scattata la sanzione della comunicazione. Infatti, ha stabilito il Comitato di controllo “Il messaggio presenta il prodotto come una “innovazione assoluta”; utilizzato una sola volta a settimana “favorisce la crescita e il benessere dei tuoi capelli”. 

Ne consegue che detta promessa “favorisce la crescita dei capelli”, con l’indicazione a video “fase di crescita 80%”, esula dalle funzionalità attribuibili a un prodotto di natura cosmetica, al quale può essere riconosciuta al più un’azione di prevenzione nella caduta dei capelli. 

Critiche anche per quanto riguarda lo studio inviato dall’azienda a supporto di quanto affermato nel messaggio, ritenuto con numerose lacune: è stato realizzato su un gruppo di soggetti non omogeneo (soggetti con alopecia e soggetti con defluvium); in assenza di placebo; per un periodo di tempo troppo breve (1 mese) e i soggetti partecipanti allo studio avevano un range di età troppo elevato (18-65 anni). Inoltre tale studio evidenzia che un aumento del diametro dei capelli e la percentuale di capelli in fase Anagen (fase di crescita) del 22% rispetto al dato basale dopo 1 mese. L’indicazione “fase di crescita 80%” è pertanto fuorviante in quanto si riferisce all’incremento del rapporto tra capelli in fase Anagen e capelli in fase Telogen. 

“Tali promesse sono peraltro inserite in un contesto comunicazionale eccessivamente enfatico, con riferimenti all’assolutezza dell’innovazione e all’esclusività della tecnologia, che accreditano un’efficacia superiore a quella effettivamente dimostrata e legittimamente attribuibile al prodotto pubblicizzato” ha concluso il Comitato di controllo.