Gli italiani e le abitudine post Covid: si tornerà al libro cartaceo, ma non ai giornali

di Andrea Altinier

Gli italiani ed il consumo di libri e quotidiani. La pandemia ha modificato sicuramente la relazione che i cittadini hanno con questi due prodotti culturali che negli ultimi anni sono già stati investiti dalla rivoluzione tecnologia che ha portato il formato digitale ad essere non più solo una novità, ma un’abitudine. E la chiusura forzata di questi ultimi mesi è intervenuta con ulteriore forze sulle dinamiche di consumo. Gli italiani torneranno ad acquistare i quotidiani ed i libri nel formato cartaceo? La risposta ci viene data dal Radar settimanale di SWG che fa emergere due futuri diversi: gli italiani dichiarano di tornare al cartaceo per quel che riguarda i libri, ma frenano suoi quotidiani.

Si è registrato, ad esempio, un forte calo della vendita di quotidiani cartacei. Tra coloro che hanno diminuito l’acquisto di giornali stampati durante la pandemia 4 su 10 manterranno le abitudini acquisite, mentre soltanto 1 su 3 tornerà ai consumi pre-pandemia. Leggermente meno consolidato il cambio di abitudini per i libri (per i quali le vendite fisiche non sono calate): il 37% di quanti hanno letto meno su carta in questo ultimo anno ha voglia di tornare a leggere testi stampati, mentre 1 su 3 manterrà le abitudini acquisite durante la pandemia.

Segnali di una possibile accelerazione del passaggio alla modalità di fruizione online. I libri e i giornali digitali hanno soprattutto il vantaggio di essere pret-a-porter, più economici delle copie cartacee e con la possibilità di avere più titoli in un unico device. Dall’altra parte, i fedelissimi della carta stampata la preferiscono soprattutto per la sua dimensione sensoriale: i libri si possono toccare, annusare e sottolineare, coinvolgono e si prestano di più ad essere conservati. Per il futuro si prefigurano sorti diverse per giornali e libri cartacei: il libro – rispetto al giornale – è più considerato un oggetto dal valore intramontabile (60% vs 35%) e che, nonostante il prevedibile calo delle vendite, non verrà sostituito dal digitale. Il giornale stampato è ormai considerato obsoleto da 1 persona su 4 (a fronte di 1 su 10 che considera tale il libro).

Il quadro che emerge per questi due prodotti è, quindi, contrapposto. Infatti gli italiani riconoscono un valore aggiunto al libro cartaceo in modo chiaro e ciò non accade per i giornale. Si tratta di un gap grave e che ha una molteplicità di cause ad iniziare dall’esplosione dei social network, ma che denota probabilmente anche l’incapacità da parte dei giornali cartacei di comunicare il proprio valore che è fondamentale per quel che riguarda il buon funzionamento della democrazia.