Il bacio “alla francese”: eros o comunicazione?

di Maurizio Badiani

Nel bel film di Tornatore “Nuovo Cinema Paradiso” c’è una memorabile sequenza fatta esclusivamente di “baci tagliati”, quelli che la mente un po’ ristretta del prete che gestisce il cinematografo aveva reputato troppo osè per gli occhi morigerati dei suoi parrocchiani. 

In quei baci non c’è solo quasi mezzo secolo di cinema, c’è anche un gigantesco pezzo di cultura.

Vi siete mai chiesti infatti: che cos’è un bacio? 

No, non rispondetemi con la solita frase da cioccolatini (“Un bacio è un apostrofo roseo posto tra le parole “T’amo””.) Lo stesso Edmond Rostand, che l’ha vegata, era intellettualmente molto più raffinato e complesso.*

Io mi sono posto quella domanda (Cos’è un bacio?), per la prima volta in vita mia, dopo aver visto l’ennesimo “film d’amore”. 

E quella domanda se n’è portate dietro altre: “Ma si è sempre baciato?” “Ci si bacia così in tutto il mondo?” “In altre parole: il bacio è un fatto di eros o è un fatto – anche e soprattutto – di cultura?”.

Non sapendo darmi delle risposte sono andato in cerca di aiuto. E l’ho trovato in una ricerca di qualche anno fa pubblicata su American Anthropologist, la più importante rivista dell’associazione americana antropologi. 

Lo studio si è concentrato sui “baci tra le coppie”. L’obiettivo dello studio era quello di rispondere a una domanda precisa: “Il bacio sessuale – romantico è un universale umano? “. Sono state così analizzate culture diverse, sia per collocazione geografica che per strutture sociali e storia vissuta. Il risultato ha sorpreso gli stessi antropologi: il “bacio sulle labbra” è reputato un segno di desiderio soltanto per 77 delle 168 civiltà prese in esame. In pratica, solo il 46 per cento del totale! In molte società – di solito meno strutturate della nostra – il bacio “sessuale” è considerato negativamente quale “attività non piacevole, poco salutare o semplicemente non comune”. Gli stessi scienziati sono andati così a recuperare alcuni eventi minori di storia smarrita ricordando a sé e agli altri che, quando nel 1890, gli abitanti di Tonga videro degli europei baciarsi per la prima volta provarono un senso di disgusto. E definirono l’atto “volgare”. Stesso giudizio che hanno espresso i brasiliani Mehinku quasi cento anni dopo.

Quindi? Quindi se mai mi capiterà nella vita di baciare con trasporto Belen Rodriguez o Charlize Theron dovrò ricordarmi che non sto facendo qualcosa che ha banalmente a che fare con la sfera dell’attrazione e del sesso, ma sto addirittura facendo Cultura, sto compiendo un vero e proprio gesto di comunicazione.

Augurandomi che la stessa ricerca che ho letto io l’abbia letta anche mia moglie. 

*Per un atto di rispetto nei confronti di Rostand riporto per intero il brano da cui è stata estrapolata quella frase tanto abusata: “Un bacio – ma cos’è poi un bacio? Un giuramento un po’ più da vicino, una promessa più precisa, una confessione che cerca conferma, un apostrofo roseo tra le parole t’amo, un segreto soffiato in bocca invece che all’orecchio, un frammento d’eternità che ronza come le ali d’un ape…un modo di respirarsi il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore dell’anima!”. Edmond Rostand, da Cyrano de Bergerac.