La radio libera italiana è nata il 10 marzo 1975 e oggi compie 46 anni

di Rino Borra – La storia della radio libera italiana ha origine sul finire degli anni’50, ma ha una data solenne che rappresenta la chiave di svolta di tutte le vicende, quella data è il 10 marzo 1975. 

Rino Borra

Sul finire degli anni’50, per aggirare monopoli statali che imponevano le emittenti governative, alcune radio “pirata” accesero i loro segnali sulle onde medie (AM) da vecchie carrette ancorate in acque internazionali nei mari del Nord, fuori dalle giurisdizioni degli Stati. 

La danese Radio Mercur fu tra le prime e diede vita a uno stile americano con un parlato essenziale e veloce e musica che proveniva quasi tutta dagli Stati Uniti.

Fu subito successo, considerato che le etichette discografiche indipendenti con i relativi artisti erano state trascurate dalle emittenti di stato. La BBC, ad esempio, trasmetteva dischi solo per 28 ore settimanali ma le etichette accreditate erano Philips, Decca e poche altre, non certo quelle indipendenti. 

Nel maggio del ’60 prese a trasmettere Radio Veronica dove esordì Federico “l’Olandese Volante” che dalla terra ferma registrava bobine che venivano portate sulla nave per essere trasmesse. 

Furono diverse le “radio pirata” che animarono, dai mari del Nord, un bacino internazionale di ascoltatori composto da milioni di abitanti. La più famosa di tutte fu la britannica Radio Caroline, fondata dal manager dei Rolling Stones, Ronan O’Rahilly. Ma nel 1967 il governo britannico varò una legge che tappò la bocca a queste gloriose radio che avevano fatto la storia. Solo Radio Caroline sopravvisse, tra mille peripezie, fino al 1990.

In Italia di quelle vicende arrivò solo l’eco lontano. Nei primi anni ’60 la Rai intratteneva il suo pubblico con programmi e scelte musicali piuttosto monotone. Per sfuggire a quella condizione molti si attrezzarono per ricevere, tra le interferenze elettromagnetiche dell’AM, i segnali di Radio Luxembourg o Radio Monte Carlo che si riceveva sulla costa tirrenica fino alla Campania. 

Il Principato di Monaco, proprietario insieme alla società Sofirad, di Radio Monte Carlo, varò un progetto radiofonico che mirava principalmente ad attrarre turisti verso il territorio monegasco. 

Noel Coutisson diede vita a un gruppo affiatato. Anche qui troviamo Federico (l’Olandese Volante) insieme a tanti altri tra cui: Herbert Pagani: Awanagana e Antonio (Devia).

Ma le onde medie (AM) continuarono ad avere attenzione fino al 10 marzo 1975. Quel giorno fece capolino a Milano, sui 101 Megahertz della Modulazione di frequenza (FM), uno dei primi segnali pirata. Fino al giorno prima in FM si erano ascoltati solo Battisti e Cocciante, ma da quel momento, da una camera da letto di Via Locatelli, con mezzi di fortuna, avevamo deciso di iniettare tra gli hertz dell’FM un po’ di musica mai ascoltata, prevalentemente nera americana, funky e soul. Dopo la comparsa in FM di brani del calibro di I’m Free – The Who nulla fu come prima. Quella musica, insieme alle potenzialità di banda dell’FM, qualitativamente superiori all’AM e senza interferenze elettromagnetiche, drogarono le orecchie dei radioascoltatori milanesi. Con un rapido passaparola numerosissimi si incollarono alle nostre trasmissioni pirata. Ben presto svelammo anche la nostra denominazione: Radio Milano International.   

Con mio fratello Angelo, Piero e Nino Cozzi, diventammo eroi inconsapevoli di quella rivoluzione epocale. Anche la stampa non tardò ad occuparsi di noi con grossi titoli. Ma come per le radio pirata dei mari del Nord, il 14 aprile, arrivò il fermo di Stato: la polizia postale ci sequestrò il trasmettitore. 

Fortunatamente dieci giorni dopo il Pretore di Milano accolse il nostro ricorso e ci riconsegnò le attrezzature. 

Il 28 luglio dell’anno successivo, la Corte Costituzionale confermò il provvedimento del Pretore e dichiarò legittime le nostre e tutte altre le trasmissioni in ambito locale: fu la fine del monopolio Rai. 

Da quel momento Radio Milano International prese a trasmettere in “non stop music”: Commoders, Ashford & Simpson, Chakan, Quincy Jones, Donna Summer. Molte altre Radio colorano di vivacità, spontaneità e creatività, l’FM di tutta Italia. Negli anni RMI mise in campo una squadra affiatata di DJ, tra cui, Gerry Bruno, Claudio Cecchetto, Gigio D’Ambrosio, Lilli Guacci, Moreno Guizzo, Jonathan Jan, Massimo Oldani, Leonardo “Leopardo” Re Cecconi, Gerry Scotti, Fausto Terenzi, Dr. Vibes, Patrizia Zani e molti altri ancora. 

Nel 1987 cambiammo nome in 101 Network e in seguito in Radio 101. Nel 2005 poi la nostra concessione nazionale venne alienata dal Tribunale di Milano alla Arnoldo Mondadori Editore che diede vita a R101, una radio molto diversa da RMI che nessuno riconobbe come sua erede. 

Il 10 maggio 2017, per onorare una promessa fatta al mio compianto fratello Angelo, ho fatto rinascere sul web Radio Milano International, riportando nel presente quella musica, quei jingle e quello spirito che hanno segnato generazioni intere. L’ho fatto per amore della storia e non tanto per una questione di business. Dal 26 ottobre 2020, grazie a ADN Italia, Radio Milano International è anche tornata in FM, in buona parte della Lombardia e in DAB+ in alcune regioni italiane. Rileggendo, a distanza di mezzo secolo, la storia delle Radio più rappresentative della prima stagione, penso di poter affermare che la che quella di Radio Milano International è un po’ la storia di tutte le radio libere italiane. È la storia di tanti capelloni, sparsi un po’ dovunque per l’Italia, spiriti liberi, mai domiti che hanno animato, in questi lunghi anni, il mezzo radiofonico, per il quale le scommesse sono ancora infinite. Il 10 marzo 1975 non è quindi la data che segna la nascita di Radio Milano International, ma una data importante per celebrare tutta l’emittenza radiofonica commerciale italiana. Ad maiora.