Vizi Pubblicitari – L’AGCM scova le “mele marce”

di Federico Unnia

Duro intervento dell’Autorità Garante contro Apple per pratiche commerciali scorrette, bloccate e conseguente sanzione di 10 milioni Euro.

La prima sanzione riguarda la diffusione di messaggi promozionali relativi ad alcuni modelli di iPhone- iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPhone XR, iPhone XS, iPhone XS Max, iPhone 11, iPhone 11pro e iPhone 11 pro Max – in cui veniva esaltata  la caratteristica di essere resistenti all’acqua fino ad una profondità massima variabile tra 4 metri e 1 metro, per una durata variabile in base al modello, comunque fino a 30 minuti.

Secondo l’Autorità, nei messaggi non era chiarito in modo corretto che detta  proprietà valeva solo in presenza di specifiche condizioni (durante specifici e controllati test di laboratorio con utilizzo di acqua statica e pura, e non nelle normali condizioni d’uso dei dispositivi da parte dei consumatori). Condizione diversa dall’ipotesi del telefonico che cade nella vasca, in piscina o in mare.

In aggiunta, sempre secondo l’Autorità, la contestuale indicazione del disclaimer “La garanzia non copre i danni provocati da liquidi”, dati gli enfatici vanti pubblicitari di resistenza all’acqua, è stata ritenuta ingannevole per i consumatori, non chiarendo a quale tipo di garanzia si riferisse (garanzia convenzionale o garanzia legale), né è stata ritenuta in grado di contestualizzare in maniera adeguata le condizioni e le limitazioni dei claim assertivi di resistenza all’acqua.

Come non bastasse, l’Autorità Antitrust ha fesso a fuoco anche in altro aspetto idoneo a integrare una pratica commerciale aggressiva, consistente nel rifiuto da parte di Apple, nella fase post-vendita, di prestare assistenza in garanzia quando quei modelli di iPhone risultavano danneggiati a causa dell’introduzione di acqua o di altri liquidi, di fatto ostacolando l’esercizio dei diritti ad essi riconosciuti dalla legge in materia di garanzia ossia dal Codice del Consumo.

Da qui la doppia condanna e la sanzione per complessivi 10 milioni di euro e la pubblicazione di un estratto del provvedimento sul sito internet www.apple.com/it/, nella pagina web www.apple.com/it/iphone/, tramite il link “Informazioni a tutela del consumatore”.

Contro tali decisioni Apple potrà presentare appello  al Tar del Lazio.