ADCI: Marabelli entra nella hall of fame  

di Maurizio Badiani

Due anni fa coinvolsi Gianfranco Marabelli in una piccola avventura: quella di tenere una serie di incontri con i giovani apprendisti pubblicitari dell’Accademia di Comunicazione.

Gianfranco Marabelli

Dopo una breve titubanza iniziale (“Credi davvero che a dei ragazzi interessino le storie di due vecchi babbioni?”) Gianfranco accettò volentieri la mia proposta e si buttò nella cosa con l’entusiasmo di un ragazzino.

Perché Marabelli, nonostante abbia superato gli 80, “dentro” é rimasto un eterno ragazzo, pieno di curiosità e ancora con tanta voglia di fare.

Anche per questo pensai a lui. E pensai alle sue straordinarie campagne. E alla professionalità che aveva sempre profuso nel suo lavoro. Quella che gli aveva permesso di diventare non solo uno dei direttori creativi più apprezzati ma anche il Presidente di una delle agenzie più blasonate e premiate degli anni 80 e 90: la DDB. 

Gianfranco ed io non avevamo mai lavorato insieme. Io copy, lui art (e che art!) professionalmente non ci eravamo mai “incontrati”.

Mi ero limitato a seguirlo da lontano, gustandomi come stille di vino prezioso, le straordinarie campagne che puntualmente uscivano dalla sua agenzia. 

Una di queste, ricordo, la vidi al cinema e, anche per me, fu una folgorazione. 

Nello spot una Golf percorre solitaria la strada che si snoda in un panorama mozzafiato quando un gruppo di pecore le sbarra la strada. L’auto si ferma ed aspetta. Alla fine l’auto può lentamente riprendere il suo percorso. In mezzo al gregge di  pecore bianche ce n’è una – ed una sola – nera. La quale, inaspettatamente,si volta in direzione dell’auto e, uscendo dal branco, si mette a seguirla. Mentre la voce FC commenta:

“Finché ci sarà qualcuno libero di scegliere, ci sarà una Golf”. 

La platea proruppe in un applauso scrosciante. Uomini e donne, giovani e meno giovani si erano all’unisono identificati in quella pecora nera e avevano sposato d’istinto quel suo gesto “contro”, così inaspettato e così liberatorio. 

Chi ha visto, anche una sola volta, lo spot di cui parlo non potrà dimenticarlo mai.

Va da sé che quel film, come tanti altri realizzati in quegli anni per Volkswagen, era uscito dall’agenzia di Marabelli e portava la sua firma. 

Il premio che pochi giorni fa l’ADCI ha voluto attribuire a Gianfranco Marabelli inserendone il nome nella Hall Of Fame del Club (vi figura insieme a personaggi come Munari, Giugiaro, Pirella, Morricone, Monicelli, Daverio, solo per citarne alcuni) é un omaggio a un grande uomo, non solo di comunicazione.

La sua umanità, la sua generosità, la sua modestia Marabelli l’ha dimostrata anche nell’atto di accettare il premio ringraziando, uno per uno, tutti quei copy (da Marco Mignani ad Ambrogio Borsani, da Francesco Emiliani ad Enrico Bonomini) che lo hanno negli anni affiancato nel lavoro dividendo con lui sudori e successi.

Un gesto di umiltà e di onestà intellettuale che vale da solo una medaglia sul petto.  

PS. Chi volesse conoscere più da vicino la ricca personalità di Gianfranco Marabelli può leggere un agile libriccino che abbiamo firmato a due mani:

Maurizio Badiani e Gianfranco Marabelli, Dalla matita al mouse, Due protagonisti storici della pubblicità italiana incontrano la generazione 3.0, 2018, Fausto Lupetti Editore.

Oltre a sapidi aneddoti della sua vita professionale vi scoprirà curiosi e istruttivi “dietro le quinte” di molte campagne da lui firmate. Pecora nera inclusa.