Vizi pubblicitari – Lo IAP bacchetta LaPresse

Sotto una finta veste informativa si celavano contenuti pubblicitari non identificati come tali

Di Federico Unnia 

Il Comitato di controllo ha bloccato con una ingiunzione di desistenza non opposta un messaggio pubblicitario relativo a carte di credito non immediatamente riconoscibile come tale diffuso sul sito www.lapresse.it. I messaggi erano costituiti da link pubblicitari che rinviavano a un sito di confronto tariffe, ed erano inseriti in una sezione denominata “Ti potrebbe interessare”, collocata al di sotto degli articoli presenti sul sito di informazione. 

Il Comitato ha riscontrato che detti messaggi avessero  natura promozionale che non risultava adeguatamente indicata e che i loro contenuti erano idonei a indurre il pubblico in errore su quanto effettivamente pubblicizzato. Infatti, sotto una finta veste informativa, “tali messaggi veicolano contenuti eminentemente pubblicitari, non correttamente identificati come tali” recita il provvedimento emesso.

I messaggi si richiamavano ad articoli giornalistici e l’identificazione della loro natura promozionale non era immediata e sufficiente, non essendo l’indicazione “Ad” posta sulle immagini chiara rispetto a quanto richiesto dall’apposito “Regolamento Digital Chart sulla riconoscibilità della comunicazione commerciale diffusa attraverso internet”, relativamente ai “recommendation widgets”, la forma di comunicazione commerciale a cui sono ascrivibili i contenuti contestati. 

Secondo Il Regolamento  tali messaggi devo esplicitare  in modo chiaro che l’interfaccia nel complesso considerata contiene contenuti sponsorizzati e che ogni singolo contenuto pubblicitario presente indichi chiaramente che il link è sponsorizzato, nonché il nome o il logo dell’inserzionista. 

Come noto la comunicazione commerciale  deve “sempre essere riconoscibile come tale”, un principio posto a presidio della trasparenza nelle comunicazioni pubblicitarie, che mira ad  assicurare la distinzione non solo formale, ma sostanziale tra informazione e promozione. Sotto diverso profilo, infine,  i messaggi in questione,  promuovendo “carte di credito gratis” senza alcuna specifica e rimandando alla landing page “Spendi Meno” sulla quale non venivano esplicitate in dettaglio le condizioni dell’offerta, sono state ritenute dal Comitato di controllo in contrasto con l’art. 2 del Codice.