Spartacus. Genesi e influenze di un capolavoro

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di Maurizio Badiani

Maurizio Badiani

Anche il mitico Kirk Douglas ha abbandonato per sempre la polvere dall’arena. La sua forte tempra di gladiatore lo ha portato a superare la soglia dei 103 anni. 

Per me, e credo anche per molti della mia generazione, Kirk Douglas é stato e resterà sempre Spartacus, lo schiavo venuto dalla Tracia che riuscì a mettere in ginocchio la grande potenza di Roma.

Del film di Kubrick, Douglas fu protagonista e produttore.

Come sceneggiatore scelse Dalton Trumbo il quale, essendo in odore di filocomunismo ( eravamo nel 1960 e il Maccartismo bussava ancora alle porte), all’uscita del film fu costretto a firmarsi con un falso nome. 

Douglas, licenziato il il primo regista (Anthony Mann), volle al suo fianco Kubrick conosciuto durante le riprese di Orizzonti di Gloria.

Spartacus é un film potentemente “sovversivo” (in America fu bollato come socialmente pericoloso).

La scena finale in cui Varinia, la moglie di Spartacus, protende il figlio in fasce al gladiatore morente sulla croce dicendogli: “Guardalo Spartacus, è tuo figlio. Ed è libero!” é una delle più commoventi dell’intera storia del cinema. 

Lì Spartacus diventa un novello Cristo e il figlio appena nato il simbolo di un’umanità redenta o in via di redenzione. 

Che dire poi della scena in cui Marco Licinio Crasso promette salva la vita a migliaia di schiavi purché qualcuno di loro risponda alla sua domanda “Chi di voi è Spartaco?”. E uno dopo l’altro, dieci, cento, mille schiavi si alzano in piedi proclamando tutti la stessa frase: “IO, IO sono Spartaco!.”

Sequenza memorabile che non per niente ha fatto scuola. 

Il finale de “L’attimo fuggente” in cui gli studenti, uno dopo l’altro, salgono sui banchi di scuola per tributare un ultimo omaggio al loro amato professore ingiustamente cacciato, è figlia di Spartacus e di Kubrik. 

L’immagine famosa degli schiavi che rispondono all’unisono la ritroviamo poi – appena aggiornata – in un commercial spagnolo contro l’Aids del 1990 in cui un professore, all’interno di una palestra, brandendo la confezione di un preservativo, chiede agli alunni, ragazzi e ragazze: “Di chi é questo?”.

E tutti, uno dopo l’altro, rispondono: “E’ MIO!”. Anche quello spot (che fu poi replicato in Italia da Controll) ha in Spartacus il suo creatore primigenio. 

Nel 2007 l’American Film Institute ha inserito il film Spartacus tra le 100 migliori pellicole di tutti i tempi.