In Goude we trust

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di Maurizio Badiani

Quando, tra la fine degli anni 80 e i primi anni 90, noi creativi di agenzia andavamo in pellegrinaggio a Cannes in occasione del Festival Internazionale della Pubblicità, c’erano tre cose che aspettavamo con ansia nel buio della sala del Palais:

gli spot sarcarstici di Sedelmeier, la saga irresistibile di Hamlet ( “The mild cigar”) e le provocazioni visionarie di Jean Paul Goude. Me lo ha ricordato la recente mostra milanese dedicata a quest’ultimo e sponsorizzata da Chanel. 

Designer straordinario dal gusto ineccepibile (che si muove sulla scia di altri grandi come Carl Erickson e René Gruau), Jean Paul Goude é anche fotografo, coreografo e cineasta nel senso più completo del termine.

Jean Paul Goude comincia come illustratore per la rivista Esquire. Scoperto da Chanel, mette mano e mente al servizio della grande maison francese per la quale realizza negli anni autentici capolavori.

I meno giovani si ricorderanno probabilmente, tra gli spot del Nostro, quello in cui una giovanissima Vanessa Paradis, trasformata in una vezzosa donna uccellino, si dondola fischiettando dentro una gabbia dorata. 

O il film eclatante (chiamarlo commercial sarebbe svilente e riduttivo) realizzato per il lancio di Egoiste, in cui decine di bellissime donne aprono ritmicamente le finestre di un ricreato Hotel Carlton gridando all’unisono – certamente all’indirizzo dello stesso uomo – “Egoiste!”, nome, al contempo, del profumo. 

Se qualcuno se lo fosse perso, lo cerchi sulla rete.Troverà non solo un film assolutamente visionario realizzato in modo ineccepibile, ma un vera e propria pietra miliare della storia della pubblicità.*

Jean Paul Goude é stato anche compagno e pigmalione di Grace Jones a cui – da perfetto uomo di Comunicazione – ha saputo conferire un nuovo posizionamento e una nuova l’immagine, facendo della cantante di colore un’icona di aggressiva e personalissima bellezza. 

In occasione del Bicentenario della Rivoluzione Francese, il presidente Mitterand gli affidò la regia e la realizzazione della parata commemorativa che si svolse sugli Champs Elysées, evento che sotto la sua regia si trasformò in uno spettacolo mozzafiato. 

Nell’introduzione alla mostra di Milano, il critico e collezionista Patrick Mauriés sottolinea “l’armonioso incontro tra due visioni: quella del brand e dell’artista, unite dalla stessa passione per l’eccellenza, l’essenzialità, il rigore, nonché lo stesso gusto per un humour divertente e distaccato”

Io, da ex uomo di agenzia, mi permetto solo di aggiungere i miei complimenti al “Cliente” che, una volta scoperto il talento di Goude, lo ha poi lasciato libero di esprimersi senza imbrigliarne la prorompente fantasia.  

* Per i più curiosi ricorderò che il film Egoiste, realizzato per il lancio (prima europeo e poi americano) del profumo, costò, nel 1990, oltre un milione di dollari. La facciata – rivisitata – dell’Intercontinental Carlton Cannes Hotel fu costruita da 300 operai che vi lavorarono per 4 settimane.

L’imponente scenografia fu eretta in un area deserta fuori Rio De Janeiro. La drammatica colonna sonora del film é la “Danza dei cavalieri” di Sergei Prokofiev (1891-1953) tratta dal balletto Romeo e Giulietta.

Le frasi e le “invettive” che le splendide donne lanciano, aprendo e chiudendo le finestre di 36 diversi balconi, sono liberamente tratte da Le Cid di Pierre Corneille (1606-1684), uno dei grandi autori francesi del 600: “Égoïste. Où es-tu? Montre-toi misérable! Prends garde à mon courroux! Je serai implacable! Ô rage! Ô désespoir! Ô mon amour trahi! N’ai-je donc tant vécu que pour cette infamie? Montre toi, Égoïste! “.