“Che cagata!”

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di Maurizio Badiani

Hanno rubato il water d’oro a 18 carati di Cattelan. Difficile sapere se i ladri lo abbiano fatto per bisogno o per un bisognino. D’altronde, si sa, ambiguità e provocazione sono sempre andate a braccetto nell’arte moderna. Il primo a bazzicare i cessi per trarne ispirazione fu Duchamp con la sua famosa “Fountain”, un orinatoio (siamo nel 1917) destinato ad essere esposto “così com’era nato”. Soltanto il titolo conferitogli dall’artista e la sua collocazione in un contesto diverso da quello originario sarebbero bastati a farne un’opera d’arte. 

Negli anni sessanta fu poi la volta della “Merda d’artista” di Manzoni: una scatoletta da tonno che – a detta dell’Autore – racchiudeva al proprio interno il risultato degli sforzi, non soltanto creativi, del suo artefice.

Insomma scatologia e dintorni sembrano esercitare un richiamo irresistibile per molti artisti del nostro tempo. 

Quante volte nei musei di arte moderna ci è capitato di sentire qualche visitatore che, nell’osservare perplesso un’opera, si è lasciato scappare a bassa voce: ” Mah, a me sembra tanto una c…..a!” 

Beh, nel caso dell’opera di Cattelan appena scomparsa, tale giudizio non sarebbe stato reputato per niente irriverente ma, anzi, avrebbe raggiunto la vetta di un’ “esegesi del testo” raffinata e preziosa. Insomma: parole d’oro! Tanto per restare in tema. 

Buona settimana a tutti.