Vizi Pubblicitari – ….e la chiamano creatività

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di Federico Unnia

E’ vero che per il Capodanno sono concesse licenze stilistiche e linguistiche…siamo tutti d’accordo, nella sera del trapasso tra vecchio e nuovo anno, è concesso esagerare. Ma la domanda sorge spontanea: è permesso anche per la pubblicità e la creatività “alzare il gomito” e sconfinare nel cattivo gusto, violando quel che resta delle regole di etica pubblicitaria?

aldo coppola

Questa pacata riflessione sorge spontanea leggendo del  messaggio pubblicitario “Aldo Coppola Auguri”, diffuso su stampa il 31 dicembre scorso, e  bloccato ex post, come prassi, dal Comitato di controllo con un’ingiunzione di desistenza in quanto ritenuto ritiene manifestamente contrario all’art. 10 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Il messaggio, volto a pubblicizzare il celebre marchio “Aldo Coppola”, portava gli auguri per il 2019 ai lettori utilizzando in bianco e nero in primo piano l’immagine di una donna alle cui spalle un uomo in giacca e cravatta, mentre “lei indossa unicamente un bolerino che le arriva al seno, calze autoreggenti e un capo intimo particolarmente sensuale e provocante volto ad attirare l’attenzione sul pube, in corrispondenza del quale compare la scritta “Auguri”.

Per chi ha fatto il militare niente di cui stupirsi….

Giustamente, per il Comitato di Controllo, il messaggio non era affatto corretto in quanto proponeva una rappresentazione in contrasto con l’art. 10 del Codice di Autodisciplina, secondo il quale le comunicazioni commerciali debbono rispettare la dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni e di evitare ogni forma di discriminazione.

La donna e la relazione maschio vs femmina nella notte di fine anno utilizzava uno stilema visivo  svilente della donna, dovuto all’uso strumentale del corpo nudo e oggettualizzato della donna, in posizione inevitabilmente subalterna per tale motivo alla figura dell’uomo.

Eccessivo? Fuori luogo, anacronistico visto ciò che corre sui social?

Forse si, ma il sistema della comunicazione commerciale deve tenere con forza la bandiera della correttezza e del rispetto. Lo si esige in molti altri campi e contesti, perché non dovrebbe valere per l’adv?