Vizi Pubblicitari – Abbigliamento o cos’altro?

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di Federico Unnia

L’utilizzo stereotipato di giovani che scimmiottano modelli da adulti torna a fare capolino avanti allo Iap. Il Comitato di controllo ha bloccato la diffusione del messaggio   pubblicitario “DSQUARED2”, apparso  sul Corriere della Sera poiché non conforme  all’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

DSQUARED ritaglio Corriere della Sera

Il messaggio promuoveva una linea di abbigliamento per bambini, e mostrava  tre bambine con la coroncina e la fascia da miss, truccate, e tre bambini in abiti sportivi che si allenano con i pesi della palestra.

Trovata in sé non nuova. Per  il  Comitato di Controllo tale raffigurazione non era conforme all’articolo 10 del Codice, che impone il rispetto della “… dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione.”. Proponeva una discriminazione e una determinazione stereotipata di genere che fin dall’infanzia riconduce  ad un ruolo maschile e femminile predestinati.

I bambini erano  adultizzati e ricondotti a specifici, scontati modelli che si risolvono in una rappresentazione basata su una cristallizzazione dei generi.

Secondo il Comitato, non è la proposizione di un modello convenzionale o ricorrente di per sé ad essere invisa, bensì la banalizzazione della complessità umana, quando il modello viene vissuto con una carica deterministica, restrittiva e pertanto degradante.

Tali immagini, infatti, promuovono  contenuti che cristallizzano modelli non sentiti più attuali e comunque rigidamente restrittivi, potendo avere anche ripercussioni sui minori, per la loro età e livello di maturità non ancora pronti ad una corretta elaborazione critica dello stesso. Da qui il blocco.