Dop e Igp, l’Italia resta al top

da Parma Federico Unnia

Federico Unnia
Federico Unnia

L’Italia mantiene il primato mondiale nel settore delle produzioni certificate Dop, Igp e Stf, con 814 prodotti dei comparti food e wine e ben 13 nuove registrazioni effettuate nel corso del 2016, un record. Dopo di noi rispettivamente la Francia (10), Spagna e Croazia (7 ciascuna), Germania (5) e Portogallo (4). Anche a livello globale con 69 nuovi prodotti registrati del comparto food, di cui 65 in paesi Ue e 4 in extra Ue, le indicazioni geografiche continuano a crescere e chiudono il 2016 con 2.959 Ig (23 extra Ue). 1.380 di queste certificazioni riguardano prodotti food mentre le rimanenti 1.579 sono nel settore wine.

E’ questo il dato che emerge dal rapporto 2016, il XIV sulle produzioni agroalimentari e vitivinicolo realizzato sulla base dei dati Ismea e Fondazione Qualivita, presentato a Parma nel corso del primo Geographical Indications’ Global Forum. Un’iniziativa nata in Italia, ma aperta a tutti i soggetti internazionali, il cui fine è di creare una nuova consapevolezza del valore strategico delle produzioni di qualità sia nel mercato europeo sia su scala internazionale.

La crescita a livello internazionale del 2016 ha riguardato 21 nuove Dop, 47 Igp e 1 Stg. I nuovi Igp, Dop e Stg rilasciati nel 2016 hanno riguardato prevalentemente il settore ortofrutticolo e cereali (16), carni fresche (12), prodotti a base di carne (11), prodotti della panetteria (7), oli e grassi (5), formaggi (4).

A livello extra Ue i prodotti che hanno ottenuto le certificazioni Dop e Igp (23 in tutto) hanno riguardato Cina (10), Thailandia (4), Turchia (2).

Dop e Igp confermano il proprio ruolo strategico di traino dell’export del Made in Italy, crescendo del 9,6%. L’Italia, leader per numero di Igp e Dop, raggiunge 13,8 miliardi di euro di valore della produzione, in crescita del 2,6% su base annuale e il 10% del fatturato totale dell’industria agroalimentare nazionale. Queste certificazione  con 7,8 miliardi di euro costituiscono il 21% del totale delle esportazioni del settore agroalimentare complessivo.

Da segnalare, infine, come il sistema delle Dop e Igp permette di garantire qualità e sicurezza del prodotto anche grazie una rete molto capillare di controlli, resa possibile attraverso  247 consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf ed oltre 162mila interventi annui effettuati in Italia, estero e on line, da organismi di controllo pubblici, con sequestri che hanno raggiunto un controvalore di 36 milioni euro.

La concentrazione di Dop e Igp in Italia èp molto forte nelle aree del Nord est e Nord ovest, con il 20% delle province italiane che copre oltre l’80% del valore economico complessivo. Nel comportato alimentare al primo posto Parma, Modena e Reggio nell’Emilia, mentre nel settore wine domina il sistema prosecco (Treviso e Verona). seguono, infine, le province di Siena, Cuneo, Asti e Firenze.

Guardando al futuro questa è la strada da percorrere per mantenere non solo un’offerta di prodotti di qualità ma, soprattutto, per sfruttare le enormi opportunità che l’agricoltura offre per sostenere queste produzioni. Quello che serve è una maggiore conoscenza dei meccanismi e dei vantaggi delle certificazioni, una formazione più capillare per chi operi in questi settori ed una più consapevole conoscenza delle dinamiche e strumenti di comunicazione e promozione del prodotto sia in Italia sia all’estero.