Cara Azienda, Cara Agenzia: io non ti voglio abbandonare!

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Cara Azienda, Cara Agenzia,

scusa se ti disturbo con questa mia lettera, ma mi sentivo in dovere di scriverti qualcosa, così, per farti sapere che esisto anch’io.

Mi chiamo Amanilia e ho solo pochi mesi.

Spero che non mi riterrai troppo giovane e senza esperienza per avere un dialogo con te. Se così fosse, richiudi ora questo foglio e considera quello che hai letto finora come un semplice saluto.

Sono nata dall’idea di una manciata di ragazzi abbandonati a se stessi. Essi, dopo aver fatto esperienza in agenzie, studi ed aziende, dopo aver ricevuto tante porte in faccia, a volte per l’età, altre volte perché nessun nome importante li aveva mandati a bussare, hanno deciso di aprirsi da soli una strada verso il futuro. Hanno cercato una via inesplorata e, con passione ed entusiasmo, vi si sono lanciati senza indugio.

Me li ricordo ancora, nelle sere di pioggia della scorsa primavera, mentre decidevano che forma darmi! Ero già nella loro testa, ma non sapevano bene come farmi uscire da lì, come rendermi una realtà. Alla fine ci sono riusciti. Mi hanno dato un corpo, un nome e, soprattutto, un’anima.

Vedi, Azienda, mi hanno dato qualcosa che alcune delle tue sorelle hanno perso da tempo, un’anima.

Vedi, Agenzia, sono nata perché avevano bisogno di me. Hanno bisogno di me. Sono i freelance di cui tante volte ti servi senza nemmeno un grazie.

Tu, se sei arrivata a leggere fino a questo punto, hai ancora uno spirito d’iniziativa che ti consente di essere aperta a nuove esperienze, a nuove idee.

Io sono una rete. A me si rivolgono i giovani liberi professionisti che si ritrovano a dover lottare contro la corrente di un vortice che tenta di inabissarli. Io scelgo i migliori, e non per esperienza, bensì per spirito, e gli permetto di stare nella mia casa, sempre e comunque liberi di fare ciò che vogliono (il modo migliore per uccidere un’idea è vincolarla con forti restrizioni, no?). Questi ragazzi, quindi, parlano fra loro, si scambiano esperienze e crescono giorno dopo giorno. La mia identità è la somma di tutte le loro identità.

Carissima, avrai notato che ho già usato più volte la parola “idea”  in questa mia lettera. L’ho fatto di proposito. Io sono nata da un’idea; tu sei stata fondata grazie all’idea di qualcuno; gli sviluppi, le soluzioni e i cambiamenti sono frutto di idee sempre nuove che portano avanti il mondo. L’idea è la parte più originale di ogni ragazzo. L’idea è quella di cui tu hai bisogno per crescere e migliorarti.

Io ti offro un vivaio di idee, di volti, di nomi.

Persone che hanno voglia di credere che in questo mondo si possa ancora fare qualcosa di bello.

Un saluto affettuoso,

Amanilia*

*Grazie ad Antonio

Lettera