Congiuntura & Pubblicità i dati di maggio 2015

I dati del mese di maggio hanno disegnato uno scenario in cui le luci prevalgono sulle ombre, conferendo così alquanto vigore ai cauti passi della ripresa. In concreto si può infatti affermare come gli andamenti positivi siano divenuti maggioranza mentre quelli negativi siano divenuti minoranza.

Sembrerebbe quindi lecito affermare come stiano facendosi sempre più palesi gli effetti del quantitative easing, dell’apprezzamento del dollaro e della flessione dei prezzi degli energetici, tanto da giustificare anche la formulazione di più favorevoli previsioni del PIL

Fra gli andamenti in chiara luce registrati a maggio si devono citare i sensibili incrementi nella produzione e nel fatturato dell’industria, nel commercio con l’estero, nel commercio al dettaglio, nell’andamento dei prezzi dei beni di consumo, negli investimenti pubblicitari, nel clima di fiducia delle imprese e dei consumatori.

Fra gli andamenti ancora in ombra si devono annoverare quelli del settore delle costruzioni, dei prezzi dei prodotti industriali alla produzione ed all’importazione, degli ordinativi che sembrano aver -forse accidentalmente- incespicato.

A mezza strada fra le due zone sta il tasso di disoccupazione generale che non migliora pur senza peggiorare, mentre il tasso della disoccupazione giovanile lamenta un piccolo regresso dopo i confortanti miglioramenti dei mesi precedenti.

Le analisi settoriali informano come nel mese di maggio la produzione industriale presenti una confortante impennata (+3,0%) che compensa ad abundantiam la frenata del mese precedente. Tutti i comparti hanno cooperato al balzo in avanti, fatta eccezione more solito- dei beni di consumo durevole poiché hanno subito una contrazione del -2,5%.

Quanto sopra ha comunque rafforzato il cumulato gennaio-maggio portandolo così -anche se in modesta misura (+0,5%)- in territorio positivo, unitamente ai beni strumentali (+3,1%), ai beni di consumo durevole (+0,4%), all’energia (+1,3%), nonostante l’arretramento dei beni intermedi (-1,7%) e dei beni di consumo durevole (-2,0%).

Per quanto concerne le prospettive si deve riferire come le stime previsive indichino un +1,5% per il totale della produzione industriale ed un -0,2% per l’aggregato dei beni di consumo (trascinatori degli investimenti pubblicitari). Si ritiene tuttavia lecito attendere dati più generosi con il prosieguo della favorevole evoluzione congiunturale corrente.

Anche il fatturato dell’industria a maggio ha segnato un buon risultato con un +2,4%, dovuto essenzialmente al mercato estero (+5,8%). Per conseguenza il cumulato dei primi cinque mesi è avanzato sino al confine del territorio positivo (0,0%), per merito esclusivo del mercato estero (+2,6%) in quanto il mercato interno si è fermato a -1,3%.

In contrasto con l’andamento della produzione e del fatturato sta l’andamento degli ordinativi dell’industria, poiché nel mese di maggio essi segnano complessivamente un piccolo passo indietro (-0,5%), a causa del mercato estero (-7,5%) mentre balza in avanti (+4,9%) il mercato interno. Il cumulato gennaio-maggio risulta comunque positivo vuoi nel complesso (+1,4%), vuoi per il mercato interno (+3,6%), mentre il mercato estero si presenta ancora in sofferenza (-1,5%).

L’andamento dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali a maggio presenta, nel suo insieme, una contrazione del – 1,9%, quale risultante fra il -2,7% del mercato interno ed il +0,7% del mercato estero. Il che porta il totale del periodo gennaio-maggio al -2,4%, dovuto prevalentemente al mercato interno (-3,2%), mentre il mercato estero chiude in area positiva sia pure con un modesto +0,1%.

Anche l’andamento dei prezzi all’importazione dei prodotti industriali a maggio naviga in acque negative, presentandosi con un -3,5% complessivo quale media fra il -6,3% dell’area non euro e il +0,3% dell’area euro. Per conseguenza il cumulato dei primi cinque mesi si è portato al -4,5% (dal -4,3% di aprile), quale media fra il più disastrato mercato non euro (- 7,3%) ed il meno colpito mercato euro (-0,2%).

A maggio la produzione nel settore delle costruzioni -come nei mesi precedenti- permane sofferente Infatti, il settore evidenzia una contrazione mensile del -2,5%, entità che si riscontra anche nel cumulato dei primi cinque mesi del corrente anno.

In consonanza con la produzione e il fatturato dell’industria si palesa il commercio con l’estero che (sulla base dei dati grezzi), prosegue con vigoroso passo presentando a maggio un incremento tendenziale del +2,0% per l’export ed un +0,5% per l’import, impinguando i corrispondenti cumulati: +4,1% per l’export e +3,2% per l’import.

Per conseguenza anche il saldo commerciale si presenta in buona salute: +4,2 miliardi a maggio e +15,7 per il periodo gennaio-maggio. E’ doveroso sottolineare come gli esposti risultati si debbano ascrivere in grandissima parte al commercio con i paesi extra-Ue e in misura assai modesta al commercio con i paesi UE.

Il tasso di disoccupazione generale non è peggiorato nel mese di maggio ma neppure migliorato essendosi confermato al 12,4%, mentre la disoccupazione giovanile è salita al 41,5% di maggio dal 40,9% di aprile ( ma nel marzo scorso era al 42,5%).

Il commercio al dettaglio anche a maggio prosegue in territorio positivo con un +0,3% complessivo, dovuto quasi esclusivamente alla grande distribuzione moderna che con il +1,8% rimedia al -1,0% della distribuzione tradizionale. Il cumulato gennaio-maggio ne ha risentito favorevolmente confermandosi al +0,2% complessivo, quale risultante fra il +1,4% della distribuzione moderna e il -0,6% della distribuzione tradizionale.

I prezzi al consumo proseguono il loro lento cammino in territorio positivo ripetendo il +0,2% tendenziale del mese precedente; il che consente di mantenere a debita distanza il timore della deflazione che ormai sembra archiviata.

L’impennata della produzione industriale ha manifestato la sua influenza sugli investimenti pubblicitari che a maggio presentano una variazione tendenziale del +4,1%, grazie al supporto della TV (+4,5%), delle Affissioni (+6,1) e di TVSat (+23,9%).

Grazie ai risultati di maggio il cumulato di detti investimenti dei primi cinque mesi si porta a -1,2%, mentre le stime previsive si portano a -2,5% ridimensionando le stime precedenti.

L’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane è generalmente in crescita, anche se nelle imprese manifatturiere i giudizi sugli ordini e le attese di produzione rimangono stabili. Nelle costruzioni migliorano i giudizi sui piani di costruzione e le attese sull’occupazione; nelle imprese dei servizi salgono i giudizi sugli ordini e crescono le attese sull’andamento generale dell’economia; nel commercio al dettaglio migliorano sia i giudizi sulle vendite correnti, sia le attese sulle vendite future.

L’indice composito del clima di fiducia dei consumatori è in sensibile aumento. Sono in crescita tutte le componenti del clima di fiducia economica generale presente e futura. In particolare migliorano i giudizi e le attese sull’attuale situazione economica del Paese. Sono invece in diminuzione i saldi dei giudizi e delle attese sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi nonché le attese sulla disoccupazione.

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