Qui Barletta, il caso della pubblicità copiata su cui scivola l’ex braccio destro di Napolitano

Il manifesto per la raccolta differenziata (commissionato senza gara) è finito nel mirino di un docente di comunicazione pubblicitaria

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Meglio il Quirinale o il Comune di Barletta? Se lo sarà chiesto in questi giorni Pasquale Cascella, per anni addetto stampa di Giorgio Napolitano ma dalla scorsa primavera sindaco della sua città d’origine, Barletta, appunto.

ricicliDi sicuro, l’ex braccio destro del Capo dello Stato avrà convenuto che ogni ruolo pubblico ha le sue difficoltà. Con le relative scivolate che sono sempre dietro l’angolo.

Una gliel’ha fatta presente il professor Giancarlo Garribba, docente di comunicazione pubblicitaria dell’Istituto “Garrone” della città pugliese. E’ stato lui, infatti, ad aguzzare la vista e denunciare un caso di plagio per la campagna comunale che incita la popolazione a seguire le regole della raccolta differenziata dei rifiuti.

In pratica, un manifesto curato dall’agenzia Tria ADV, firmato dall’amministrazione comunale ma utilizzato dalla Barsa, la municipalizzata di Barletta che si occupa della raccolta, ha utilizzato un’immagine reperibile su Internet e sotto la tutela del diritto d’autore. E pensare che, a questo punto paradossalmente, lo slogan utilizzato è ‘Tu differenziati”.

In una lettera inviata a Cascella, il prof Garribba ha sintetizzato il caso così: “Egregio Signor Sindaco, Le scrivo per segnalarLe un’evidente violazione della legge sul diritto d’autore (art. 2 comma7; art. 88 e chissà quanti altri) riguardante l’uso improprio a nome del Comune di Barletta di un’immagine fotografica utilizzata per la campagna a favore del riciclo “Tu differenziati” presa pari pari da una campagna di Advertiser Without Borders (Pubblicitari Senza Frontiere) creata e pubblicata sul sito www.awbnetwork.org già nel giugno del 2011. La cosa – ha sottolineato il professore – oltre che molto grave di per sé, fa da volano per un’altra serie di domande che da esperto del settore mi viene naturale porgermi. Per esempio: chi è l’autore di quella comunicazione, un interno dello staff o un’agenzia? Nel caso sia un’agenzia, con quale criterio è stata scelta? Nel caso sia un interno, come è possibile che non sia stata indetta una gara tra i vari professionisti barlettani che in questo periodo di crisi non se la passano certo per il meglio?” In attesa di una Sua risposta Le porgo distinti saluti”.

E una prima risposta di Cascella non si è fatta attendere: “Non posso che prendere atto della segnalazione e riservarmi di approfondire la questione”.

Promessa mantenuta? La polemica, in realtà, visto che la pubblicità non era nemmeno frutto di una gara di bando, non si è affatto sopita: è continuata su Facebook ed è stata ripresa da alcuni organi di informazione locali.

“Il Comune ha patrocinato la campagna gestita dalla Barsa che è sì una società partecipata, ma ha una sua autonomia gestionale”, sono state le uniche parole a mò di difesa che ha abbozzato alla fine il sindaco alla Gazzetta del Mezzogiorno.

Questo, però, non è servito a fugare, naturalmente, nessuno dei dubbi avanzati da Garribba. Lo scontro, anzi, ha fatto un ulteriore salto di qualità perché effettivamente l’uso dell’immagine non ha tenuto conto che era “sotto licenza Creative Commons”. Non poteva, quindi, essere usata da una società a scopo di lucro. E, soprattutto, da un’agenzia retribuita con 1.300 euro più Iva dei soldi pubblici.