“Congiuntura & Pubblicità” i dati di giugno 2013

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advPersiste l’attenuazione delle variazioni tendenziali negative che da alcuni mesi conforta, sia pure con qualche occasionale eccezione, la generalità dei comparti economici,. Si conferma così il diradarsi delle nubi che da tempo incombono sullo scenario congiunturale lasciando così intravvedere l’avvicinarsi del punto di risalita dalla recessione.
• Lo annuncia anche l’evoluzione del PIL le cui previsioni passano dal -1,4% per il 2013 al +0,7% per il 2014, anche grazie al determinante sostegno della domanda estera soprattutto dei paesi extra UE.
• Inoltre, gli aggiornati calcoli sulle serie delle contrazioni della produzione industriale avvertono che i tempi della loro conversione nell’auspicato segno positivo (il cosiddetto punto di svolta) si stanno stringendo per la generalità dei comparti e in particolare per i beni di consumo. Il punto di svolta del totale della produzione industriale sarebbe atteso intorno al terzo trimestre.
• Nel periodo gennaio-giugno 2013 la variazione tendenziale del totale della produzione industriale ha raggiunto il -4,0% lasciandosi alle spalle il -4,4% del precedente periodo gennaio-maggio, proseguendo così il cammino sulla strada del miglioramento in atto da qualche mese e che abbraccia la quasi totalità dei comparti industriali.
• Nel primo semestre del 2013 si rileva una contenuta flessione tendenziale per l’export (-0,4%) mentre l’import è in marcata diminuzione (-7,0%). Si tratta di variazioni cui hanno partecipato in determinante misura i mercati extra Ue poichè i mercati dei paesi UE denunciano una maggiore e persistente debolezza. La tendenza comunque positiva del commercio con l’estero viene
evidenziata dal saldo positivo per il primo semestre 2013; saldo che raggiunge i 12,3 miliardi e, al netto dei prodotti energetici, sfiora i 40 miliardi.
• I prezzi alla produzione dei prodotti industriali risentono ancora della debolezza dei mercati; in modo particolare risentono della debolezza dei mercati dell’Area euro. Infatti, il primo semestre del corrente anno si chiude con un -0,9% per l’Area euro, mentre si chiude con un -0,1% per l’Area non euro.
• Nel mese di luglio 2013, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta del + 0,1% su base mensile e resta stabile al + 1,2% su base annua (la stima provvisoria era +1,1%).
• L’andamento dell’inflazione è la sintesi di spinte di segno opposto: da una parte, i rallentamenti delle dinamiche tendenziali dei prezzi di tutte le tipologie di servizi, dall’altra l’accelerazione della crescita su base annua dei prezzi di gran parte delle tipologie di beni e in particolare degli energetici non regolamentati.
• Le positive tendenze dell’attività industriale non hanno ancora influenzato l’andamento dell’occupazione, Infatti, a giugno il tasso di disoccupazione si attesta al 12,1%, in diminuzione di -0,1 punti percentuali rispetto a maggio e di +1,2 punti nei dodici mesi. Il tasso di disoccupazione dei 15- 24enni, è pari al 39,1%, in aumento di +0,8 punti percentuali rispetto a maggio e in aumento di +4,6 punti rispetto al giugno 2012.
• Gli investimenti pubblicitari hanno presentato contrazioni tendenziali mensili a due cifre percentuali: esordendo in gennaio con un -15,5%, per raggiungere il massimo del -22,4% a marzo, mentre nel trimestre successivo le contrazioni mensili si sono alquanto ridimensionate chiudendo a giugno con un -16,5%.
• Per conseguenza, le variazioni tendenziali di periodo si sono sempre mantenute fra un minimo del -15,5% ed un massimo del -18,8% di marzo per ridimensionarsi nei mesi successivi toccando infine il -16,7% di giugno.
• Un opportuno trattamento statistico (costituito da una polinomiale di 3° grado con un C.C. pari a 0,78) ha portato ad una stima previsiva del -10,3% degli investimenti pubblicitari 2013/2012, confermando sostanzialmente la stima formulata nel mese scorso che, comunque, risulta meno preoccupante di quelle formulate nei primi mesi dell’anno corrente conseguenti alla caduta
verticale delle variazioni tendenziali.
• Sembra superfluo far notare come i singoli media abbiano fruito, pur con qualche eccezione, del recente miglior andamento del totale degli investimenti pubblicitari pur rimasti in pieno territorio negativo. Ad ogni buon conto nel periodo gennaio-giugno 2013/2012 le variazioni tendenziali hanno assunto contrazioni comprese fra il -10,6% e il -16,4% per TVSat, Radio, Affissioni e TV, e contrazioni comprese fra il -24,1% e il -25,0% per Periodici, Quotidiani e Cinema. La variazione tendenziale di periodo più modesta e quella di Internet con un -3,2%.; .
• Ciò non deve far dimenticare che dal periodo gennaio-giugno2008 al gennaio-giugno del 2013 il totale degli investimenti pubblicitari si è contratto di oltre un terzo, con punte oltre il -50% per i Quotidiani, i Periodici, il Cinema e le Affissioni. Al contrario, si sono invece incrementati in misura notevole i media più recenti: TVSat (+27,6%) ed Internet (+64,9%).
• Ancora una volta non si può fare a meno di far presente come la rilevante sottrazione delle risorse destinate alla pubblicità sia andata parzialmente a favore delle promozioni e del taglio prezzi, in quanto giudicati strumenti di maggiore e di più immediata efficacia sulla domanda.
• Si richiama nuovamente l’attenzione come la rilevante contrazione degli investimenti pubblicitari abbia pesantemente penalizzato: da un lato, le quote di mercato e il livello dei prezzi dei prodotti di marca; dall’altro, ha devastato i risultati gestionali delle imprese editoriali, delle concessionarie di pubblicità, delle agenzie di pubblicità e dei centri media.