Beppe Severgnini: chi si laurea non arriva. Parte

Servizio di Giacomo Aricò

Sognare. Più precisamente non il diritto, ma il dovere di sognare. E’ questo lo spirito che deve muovere il mondo, quello che devono avere i giovani laureati che si addentrano nel mondo del lavoro. Parola di Beppe Severgnini, giornalista e scrittore, che è intervenuto come ospite d’onore la serata del 2 luglio all’Università di Pavia per celebrare “La 21a Giornata del Laureato”, occasione in cui vengono premiati tutti i laureati con 110 e lode. Nella suggestiva cornice del Cortile Teresiano, all’interno dell’ateneo pavese, dove si intrecciano storia e futuro, Severgnini ha parlato ai nuovi Dottori, indicando e consigliando la strada, quasi come un monito: “Questa laurea per voi non deve essere un arrivo, ma una partenza”.
Sotto un rosato tramonto, il cinguettio degli uccelli accompagna le parole di Severgnini: “La vostra Università deve essere il porto da cui partire. Per scappare nel mondo e poi tornare”.
Il giornalista de “Il Corriere della Sera” che iniziò la sua carriera con Indro Montanelli, parla ai laureati con tono amichevole, “non diventate cinici e credete in quello che fate”. La sera prima, quella del primo luglio, era intervenuto anche alla giornata del laureato a Venezia, per l’Università Cà Foscari. Ma tra la splendida Piazza San Marco e il Cortile Teresiano, Severgnini sceglie la seconda, “qui mi emoziono di più” ha detto. Forse si rivede ragazzo studente proprio in quei luoghi e quei cortili pavesi, dove si laureò in Giurisprudenza con una tesi di Diritto Internazionale.
Anche se gli anni sono passati, “quando vedo i miei capelli allo specchio capisco come sono riuscito a fare tutto quello che ho fatto”, lo spirito è sempre propositivo, ottimista.
Tra gli applausi e occhi che brillano dei ragazzi seduti si comincia a sentire e percepire qualcosa di diverso: “Voi ce la potete fare, vi dicono che non avete il diritto di sognare, ma voi avete il dovere di sognare. Sono sicuro che tra vent’anni, nel luglio 2031, ci sarà qualcuno di voi al mio posto, anzi sono sicuro che sarà qualcuna di voi”.
Il cammino può partire.

Ascolta l’intervista a Beppe Severgnini