Una TV che balla…e cresce

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di Andrea Polo

MTV è una rete in continua (anche se, ammettiamolo, non sempre fruttuosa) evoluzione.  Quando nel 1987 arrivò dalla natia America sui teleschermi italiani, fu una vera rivoluzione. MTV (che all’epoca si chiamava Music TeleVision) diede uno sfogo a tutti quei ragazzi che, arrivati all’epica età dello scontro adolescenziale con i genitori, si ribellavano anche al mondo televisivo di quelli (fatto sul finire degli anni ottanta di molte Grecie Colmenares e Pippi Baudi vari), per buttarsi dentro ad un prodotto da tubo catodico tutto per loro. Era come se anche la TV dei ragazzi (anche se il Fantabosco e la Melevisione erano ancora lontani) fosse cresciuta ; diventando da bambina, quantomeno teenager.MTV sapeva che i giovani sono un mondo strano, difficile da capire, ma infinitamente affascinate (e per fortuna del suo marketing anche remunerativo). Riuscì da subito a non cadere nel facile inganno di etichettarli in qualche modo. In quegli anni si sarebbe potuto dire paninari o punk a bestia, oggi tronisti o bamboccioni. O anche solo, gravissimo rischio, considerarli comunque solo “dei ragazzi” che tanto cresceranno.Music Television (e oggi MTV) non aspettò che crescessero, ma diede voce alla loro voglia di esprimersi, anche, attraverso un canale televisivo che li raccontasse e che rimandasse incessantemente i videoclip con le loro canzoni preferite. Senza giudizi, senza condanne. Su MTV trovavano spazio la musica italiana come quella internazionale, la pop come l’heavy metal. A ciascuno i propri gusti e a ciascuno i propri modi di esprimere ed esprimersi.Nel corso degli anni su MTV sono nati tanti personaggi che via via si sono identificati con quella rete (anche se oggi non ne fanno più parte). MTV è e sempre sarà, solo per dirne alcuni, Andrea Pezzi, Giorgia Surina, Alessandro Cattelan, Kris&Kris, Camila Raznovich, Victoria Cabello. MTV era più che un canale per giovani, era un vero e proprio incubatore di idee, progetti, sentimenti, parole e, cosa rara, convcetti. Nel corso del tempo, però, qualcosa è cambiato. MTV ha virato in un’altra direzione. Son cominciate ad apparire troppe Tile Tequile e Paris Hilton alla ricerca di amici o amanti attraverso patinatissimi Reality Shows importati dagli Stati Uniti. L’incubatore di idee è diventato una fotocopiatrice sbiadita; alcuni voltiu hanno detto no grazie e hanno lasciato il passo ad altri, meno MTV e più Paris Hilton. Ecco però, almeno così mi sembra, la buona notizia. Qualcosa deve essere scattato e quello che era palese dall’esterno lo è diventato anche dall’interno.  MTV si è resa conto che non solo stava tradendo il suo pubblico, ma cosa assai più grave la sua filosofia e la sua genesi. Ed è arrivata la MTV partecipativa, quella in grado di trasformare questo strano oggetto magmatico chiamato “i giovani”, in un soggetto pensante in grado di portare anche proposte di legge in parlamento.  Il saggio Campo Dell’Orto  e il suo staff (pur allargando l’ombrello di azione, ad esempio, ad MTV Mobile) hanno rimesso in carreggiata il treno e annunciato un nuovo piano editoriale che ha caratterizzato la prima metà del 2010 e che è stato confermato anche per la prossima stagione. È con malcelato orgoglio nazionalistico che lo affermo, ma i prodotti migliori di MTV Italia sono quelli nati in Italia (e, per una volta, chapeau agli autori nostrani!) . Nell’ultimo palinsesto presentato alcune cose mi hanno veramente colpito.  In cima a tutto quello che è il format più classico del mondo e, per questo, anche quello più difficile da innovare e rinnovare: le News. Troppo semplice sarebbe stato pensare a un Tecno TG di quelli per i GGGGiovani che in 3 minuti ti raccontano una giornata. MTV fa l’opposto. Una notizia te la racconta in una settimana. E non si limita a darti conto d quello che qualche ufficio stampa gli ha mandato, un testo già bello e lucidato da leggere e montare con qualche immagine divertente.  La notizia la vivere a la fa vivere dall’interno. Quante volte avete sentito parlare di degrado delle periferie urbane, ad esempio? Ma quante volte invece avete vissuto per una settimana con qualcuno che in quei posti passa la sua giornata ogni settimana, ma lottando perché la vita che conduce sia un esempio di legalità? Quante volte avete sentito parlare dei graffitari che imbrattano i muri? Ma quante volte vi siete messi al loro fianco per capire quale losco motivo artistico-psicologico li muova?  Se la risposta alle prime domande è ” Spesso” e quella alle seconde è “mai o quasi”, allora mettetevi comodi e guardate MTV. È cresciuta e forse può insegnare ai genitore come parlare con i figli. Ma tutto questo senza smettere di ballare.