NO ALLA TELEPROMOZIONE NUTRIETICA CENTRO MESSE’GUE’

di Federico Unnia

Dimagrimenti facili addio, attenzione ai messaggi pubblicitari che promettono facili, e non faticose, riduzioni di peso. E’ quanto riaffermato da una recente pronuncia del Giurì di autodisciplina pubblicitaria nel ritenere non conforme agli artt. 2 e 23bis del Codice di autodisciplina la telepromozione “Nutrietica Centro Mességué Baldan Group”. Nella telepromozione, diffusa dalla società B&M, si pubblicizzava un sistema dietetico basato su prodotti realizzati ad hoc che avrebbero aiutato a ridurre le adiposità. Secondo il Comitato di Controllo, promotore del ricorso al Giurì, nella telepromozione, mentre veniva presentato il trattamento basato su pasti ipocalorici, si affermava che sarebbe stato possibile raggiungere il “peso forma” in tempi molto brevi (“dai 6 ai 40 giorni”) “senza patire la fame”.
Per il Comitato, autentico paladino della tutela dei consumatori soprattutto se indifesi e particolarmente sensibili a questi problemi di forma e di linea sperata, il messaggio prometteva in tono perentorio e generalizzato, senza tenere in debita considerazione la delicatezza dell’argomento, nonché i possibili disagi psicologici connessi con la questione del peso corporeo, risultati significativi in tempi rapidi, senza nessun avvertimento circa la necessità di praticare una regolare attività fisica né di consultare un medico o un dietologo. L’ennesimo, triste caso di pubblicità superficiale, fatta omettendo dettagli e con una scarsa attenzione alla sensibilità del pubblico interessato al problema. Accuse cui la convenuta aveva prontamente replicato, sottolineando che il concetto di “peso forma” è divenuto ormai d’uso comune, che l’efficacia del trattamento sarebbe stata dimostrata da studi effettuati sulle cd. diete “olo o normoproteiche o lievemente iperproteiche”, nell’ambito delle quali rientra in metodo in questione, che consentirebbero l’effettivo raggiungimento del peso ideale in tempi ridotti. Tutte argomentazioni di poco peso per il Giurì che ha stabilito essere la telepromozione non conforme all’art. 2 Cap nella misura nella quale si avvale di espressioni polivalenti ed enfatiche, ma non palesemente iperboliche e anche con l’art. 23 bis del Codice, integrato dal Regolamento e, in questi limiti ordinandone la cessazione.

Il Giurì, nella sua motivazione resa pubblica pochi giorni or sono, dopo aver sottolineato che il caso in esame ha a oggetto un metodo dietetico e che ciò non esime l’inserzionista dal dover rispettare i princìpi sanciti dal Regolamento sulla comunicazione commerciale degli integratori alimentari, che vieta tra l’altro di presentare diete spersonalizzate come universalmente valide, ha ritenuto la telepromozione non conforme all’art. 23 bis del Codice. La comunicazione oggetto di contestazione non avvertiva adeguatamente i consumatori che una dieta da sola non è sufficiente per conseguire l’obiettivo della perdita di peso e, quantificando in modo assoluto i risultati ottenibili in un determinato periodo di tempo, induceva a far credere che tali risultati possano essere conseguiti facilmente e senza rinunce, generando aspettative destinate a essere deluse. Il messaggio contrasta anche con l’art. 2, sia perché omette di specificare quale sia il meccanismo alla base del metodo dietetico, sia perché si avvale di espressioni enfatiche o equivoche, che si prestano a un’errata decodifica da parte del pubblico dei consumatori. Da qui lo stop.