PiRandellate-La nostra estate ipertecnologica

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di Francesco Pira

Francesco Pira
Francesco Pira

Nell’anno in cui si festeggia il cinquantesimo anniversario del lancio di una canzone che vale per tutte le estati della vita, “Sapore di sale” del Maestro Gino Paoli, la grande corsa ci spinge a credere che ormai una applicazione ci risolverà tutti i problemi da turisti o da bagnanti. Di episodi buffi ne capitano ogni giorno. In aeroporto una signora ultrasettantenne mi bussa alla spalla, mentre eravamo in fila per fare il ceck in, e mi chiede : “scusi ha mica internet sul cellulare? Il mio si è scaricato e non posso comprare on line il biglietto dell’autobus quando arrivo a destinazione”. Pazientemente mi son messo a disposizione. Inutile provare a spiegarle che poteva tranquillamente fare una fila e comprarlo nell’apposito box in arrivo in aeroporto. Perché prima che partisse la mia proposta c’era già pronta una utile spiegazione. “Quando arrivo a destinazione ci sono le mie amiche che mi aspettano per andare al mare. E’ vero ho parlato troppo ma questi nuovi cellulari non hanno delle batterie che durano tanto. Adesso devo prenderne uno più efficiente “. Ma non è finita. Sali sull’aereo ed un bambino con occhiali blu e lo sguardo nel vuoto mentre tento di dormire mi chiede se voglio vedere quanto è bravo con il suo videogioco. Il fratello più piccolo piange perché vuole lui il tablet, in realtà del papà che per viaggiare tranquillo lo concede. Il fratello maggiore mi chiede se conosco l’inglese perché ha urgenza di farmi vedere come lui riesce a conquistare delle isole riuscendo ad uccidere centinaia di indigeni. A volte li usa per i trasporti e mette un sacco di bandierine. Non mi sembra un videogioco particolarmente educativo ma la madre seduta a debita distanza mi dice che al mare riesce a tenerli buoni così. “Non so nemmeno come giocano e cosa fanno con quelle diavolerie…io preferisco leggere”.
Non ci provo nemmeno a suggerire la lettura di qualche libro o magari un e-book visto che il tablet comunque il padre l’ha perso per sempre. “Ma si figuri se leggono. Pensi hanno dato loro anche i compiti per l’estate!!! Che scuola!!!”
Anche chi, come il sottoscritto si definisce un colone digitale, qualcosa in più di un migrante digitale e molto meno di un digitale nativo tutto appare incomprensibile.
Provo a leggere il giornale e scopro che tra la Versilia e la Romagna è guerra tecnologica.
Bisogna garantire ai clienti il wifi pure in cabina o sotto l’ombrellone ed in più trovare le app per poter prenotare il pattino o per vedere in maniera tridimensionale dopo poter prendere il sole sotto l’ombrellone. Fantascienza? No…. Estate 2013! Del resto dobbiamo sapere in tempo reale il tempo che fa, cosa fanno al cinema, ascoltare le ultime notizie e sentire la play list senza staccarci un attimo dal tablet o dall’I-Phone. E non è soltanto una questione di essere particolarmente ipertecnologici ma di essere pronti ad ogni evenienza.
I bambini che giocano con la sabbia sembrano ormai delle bestie rare. E i genitori che parlano con altri genitori su quanto i loro figli sono buoni e pestiferi ormai fanno parte dei ricordi dei nostri tempi.
Tutto è veloce. Molto tecnologizzato. Leggo ancora sul giornale che dalla Cina è arrivata un app che ci dice se l’anguria è matura o quella che intercetta le zanzare. I zampironi? Preistoria! Soluzioni jurassiche. Ormai sulla rete c’è tutto. Ci si abbronza persino con una applicazione che ci spiega come esporci al sole e in che punto della spiaggia.
E se vogliamo ascoltare Gino Paoli non serve un juke box che ci infastidisce con un suono a tutto volume, no lo ascoltiamo sempre grazie alla nostra play list estiva sul tablet o sull’I-Phone.
Ci vuole poco ad attrezzarsi per le vacanze. Basta avere le giuste app al momento giusto.
Ed è persino fuori moda la vecchia preoccupazione di Charlie Brown: Le estati volano sempre… gli inverni camminano! Arriverà presto l’applicazione per modificare le stagioni più di quanto già fa il buco dell’ozono!!!