Rai, il Governo spinge per una consultazione pubblica per il rinnovo della concessione

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Il viceministro Catricalà in Commissione Cultura: “Da parte nostra uno stimolo affinché Viale Mazzini sia più efficiente e moderna e per non indebolire i palinsesti”

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Per il rinnovo della concessione Rai in vista della scadenza prevista per il 2016, serve “una consultazione pubblica aperta alla societa’ e alla stessa Rai, in tutte le sue componenti, sulla falsariga di quanto e’ stato fatto in Gran Bretagna per il rinnovo della Royal Charter Act nel 2007”, parola di viceministro dello Sviluppo economico, Antonio Catricala’, nel corso della sua audizione in commissione Cultura della Camera svoltasi ieri e durante la quale ha avuto anche modo di specificare che non c’e’ alcuna “intenzione di togliere la concessione alla Rai, ma c’è uno stimolo a essere piu’ efficiente e moderna nel suo ruolo di servizio pubblico”.

catricalàCatricala’ ha anche sottolineato che “prima del 2016, quando la vigente concessione arrivera’, per legge alla sua naturale scadenza, il Parlamento, magari sollecitato dal Governo, dovra’ prendere una decisione” perche’ non esiste la possibilita’ di un rinnovo automatico”.

“Il Parlamento – ha ribadito – dovra’ quindi decidere, anche con una norma di due righe di semplice proroga, ma dovra’ comunque farlo. E non credo probabile un intervento legislativo necessitante e urgente da parte del Governo data la materia”.

Secondo il viceministro, “occorre avere le idee chiare per tempo sul da farsi. Altrimenti sara’ il caos, con la Corte dei Conti che potrebbe intervenire in caso di attribuzione dei soldi pubblici, il canone, a un soggetto privo di titolo”.

Per questo, “per definire il ruolo del servizio pubblico”, serve “una consultazione pubblica aperta alla societa’ e alla stessa Rai, in tutte le sue componenti”, ha precisato Catricala’ che ha anche evidenziato la “necessita’ di non indebolire i palinsesti delle tre reti generaliste per la migrazione della programmazione di qualita’ verso i canali nativi digitali”.

Catricala’, infine, ha trovato il tempo anche di sollevare la questione dell’immagine della donna, “nella pubblicita’ ma non solo”, tema “che sara’ senz’altro considerato nell’ambito del testo contrattuale”.