Se Miccoli (dopo Nike e Citroen) vuole diventare testimonial antimafia

L’attaccante del Palermo finito sott’accusa per tentata estorsione e la frase-shock contro Falcone pronunciata al telefono con un mafioso scoppia a piangere. E giura di volersi riscattare

di Giovanni Santaniello

Prima al telefono con un mafioso diceva “quel fango di Falcone…”. Poi un’intercettazione l’ha messo nei guai. Di conseguenza la Procura di Palermo l’ha messo sotto inchiesta per tentata estorsione. E oggi, in conferenza stampa, è scoppiato a piangere dicendosi pentito, di aver parlato con la sorella di Falcone, Maria (salvo essere subito sburgiardato da quest’ultima) e di voler diventare, letteralmente, “testimonial della legalità”.

miccoliEcco: Fabrizio Miccoli è stato sempre bravo a fare le piroette e, magari, a 34 anni, si può dire finanche che ha avuto una carriera non del tutto all’altezza delle sue doti. Quelle tecniche sul campo, si intende. Perchè per quelle che servono lontano dal rettangolo di gioco, nessuno può più giurare.

La carriera da “testimonial della legalità”, adesso suona un pò azzardata. Più in là, magari, riuscirà a far dimenticare tutto e a tornare a galla. Ma adesso, quell’odiosa espressione spesa con un mafioso al telefono ha buttato nel fango lui. E mette a rischio il suo futuro, da calciatore e da testimonial, inteso per le aziende che finora avevano puntato su di lui.

Forse il grande pubblico non sa che il salentino Miccoli dal 2009 è cittadino onorario di Corleone, ma anche un uomo della Nike e, a novembre 2011, ha stretto un accordo con l’azienda automobilistica francese Citroën: al decimo gol segnato nella stagione 2011-2012 sarebbe diventato designer per la realizzazione di un modello di Citroën DS3 Just Black.

E ora? Le 81 reti che lo fanno essere il miglior goleador di tutti i tempi con la maglia del Palermo, hanno tutte il sapore della sconfitta. Tant’è che anche queste parole sanno di dribbling: ”Non sono mafioso, sono contro la mafia e voglio dimostrarlo. Voglio diventare un testimonial in positivo. Se ho sbagliato in questi sei anni, e solo ora mi rendo conto di aver sbagliato, è perche’ ho cercato non di essere ‘Miccoli il capitano del Palermo’ ma il ‘Fabrizio’ per tutti, sperando sempre di trovare dall’altra parte delle persone pulite”.

Miccoli ha confidato anche che era pronto anche a fare il suo esordio da testimonial antimafia. Ma qualcosa (o qualcuno) l’ha trattenuto. “Non vi nascondo che ho pensato di andare presso l’albero della legalità dedicato a Falcone e di lasciare la mia maglia. Ma non l’ho fatto perche’ non volevo che in questo momento il mio gesto potesse essere strumentalizzato”. In effetti, sarebbe stato il contropiede più facile.