Dalla difesa a spada tratta di ‘Carosello’ a Fazio incoronato re di Sanremo, così la nuova Rai vuole convincere gli inserzionisti

La presentazione del nuovo palinsesto davanti alla platea degli investitori di Milano. Dalla Lei a Piscopo, da Marano a Gubitosi: sfila l’orgoglio della tv di Stato

di Giovanni Santaniello

La parola d’ordine è difendere a tutti i costi Carosello, tanto per iniziare. Anche se, per dirla con Fabrizio Piscopo, il direttore di Rai Pubblicità, si è usato “qualche trucchettino, tipo farlo partire a ridosso del ‘Commissario Montalbano'”, un vero forziere di ascolti per la rete ammiraglia di Viale Mazzini, per farlo diventare un successo. Anzi: un “record”.

Fabrizio Piscopo
Fabrizio Piscopo

Proprio così: Carosello Reloaded è stato criticato a destra e manca perchè di innovativo ha portato poco o nulla nel mondo della pubblicità, ma Piscopo va subito in prima linea anche quando si tratta di vendere ghiaccio agli eschimesi. Nel bel centro dello studio Rai di via Magenta, con le luci che lo illuminano e i display multicolor che lanciano fasci di luce colorata, la sua sfilza di numeri sottolinea che, dopo la prima col botto (12 milioni e mezzo di telespettatori), Carosello ha tenuto una media di oltre 6 milioni “che nessuna striscia pubblicitaria prima aveva mai ottenuto”. A questo punto, tra gli effetti speciali, verrebbe naturale chiedergli il riferimento verso cosa lo fa. Ma il grande capo della pubblicità della tv di Stato, baldanzoso, va avanti spedito, gonfiando il petto quando dice che l’84% degli ascolti è costante durante tutta la striscia di spot, tanto che è percepita come un momento di intrattenimento più che di semplice break pubblicitario.

E comunque: mamma Rai è contenta assai del fatto che “in due mesi si è registrata una impennata nella raccolta pubblicitaria del 43%, con 11 milioni di euro di profitto”. Applausi, a via Mecenate, nel fresco pomeriggio del giugno di Milano. Si presentano i programmi della nuova stagione tv e non c’è spazio per polemiche o recriminazioni. La Rai apre le porte di casa ai suoi potenziali clienti e quindi è pronta a mostrare (solo) il meglio di sè.

Lorenza Lei, a.d. di Rai Pubblicità, spiega che “la Rai non vende solo campagne, ma progetti di comunicazione”. E, dopo Piscopo, al centro dello studio, sotto i riflettori, viene chiamato prima il vicedirettore generale Antonio Marano che rivendica, giustamente in tempo di ‘Pupette’, l’unicità della Rai, “in quanto noi badiamo agli ascolti, ma anche alla qualità di ciò che proponiamo”. E poi il direttore generale Luigi Gubitosi. La parola d’ordine, davanti agli inserzionisti, è difendere prima di tutto Carosello? Bene: Gubitosi riesce a far meglio anche di Piscopo quando si mette a correggere: “Caro Fabrizio, Carosello ha fatto meglio anche del Commissario Montalbano…” Sarà: intanto, incastra (il termine è suo) Fabio Fazio annunciando che sarà lui a condurre Sanremo. “Noi come azienda lo vogliamo. Lui anche, quindi, caro Fabio: ti ho incastrato”.

Applausi ed effetti speciali. Tra il pubblico, c’è anche anche lui, il diretto interessato, il primo della classe che ha miracolato con la Litizzetto il Festival facendolo schizzare sui 13 milioni di telespettatori. Barbetta ed occhialini, la Rai  non può fare più a meno di lui e lui è pronto per la grande avventura. Lo sente un pò come un impegno civico.

Ma a via Mecenate ci sono tutti, o quasi, i volti noti della Rai. Quelli dell’informazione, ad esempio. Nicola Porro è tra i più contenti. E’ alla sua prima volta in Rai con un programma tutto suo e alla domanda ‘non ti manca Telese, compagno di avventura per ‘In Onda’ su La7, gli scappa una risata: “Certo che mi manca…”. A due passi da lui, c’è Milena Gabanelli che si lamenta del fatto che tutti sbagliano a scrivere il suo cognome. “Con una ‘b’ e due ‘elle’. Sai – confida a un abbronzatissimo Franco Di Mare – che lo stavano sbagliando anche sul contratto?!” Quando un fotografo le chiede uno scatto, appena fuori lo studio di via Mecenate, la conduttrice di Report che (almeno per qualche ora Grillo voleva Presidente della Repubblica) non si toglie nemmeno gli occhiali scuri. “Sì, fammi fare la tipa”, scherza. E poi corre ad accendersi una sigaretta. Sotto i flash ci finisce anche Fatima Trotta, che quasi sembra non credere ai suoi occhi per il successo nazionale di ‘Made in Sud’. C’è l’assai più navigata Mara Venier che, riconquistata Domenica In, è tra le prime a filare via a bordo di una Mercedes. C’è un radioso Nicola Savino, fresco di promozione con ‘Quelli che il calcio’. Chi dove essere di tutt’altro umore è Gianluigi Paragone. ‘L’ultima parola’ è stato salvato per i capelli. Si sente un miracolato? Sorrisetto, qualche parola biascicata, uno sguardo allo smartphone e la rivendicazione che chissà quante volte avrà ripetuto ai dirigenti Rai in questi giorni: “Mah, ho avuto anche il 15% di share…”