Borsa e Finanza

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Fiat: rinnovata linea di credito revolving triennale da 2 miliardi di euro
Fiat, nell’ambito della normale attività di finanziamento, ha firmato il rinnovo di una linea di credito revolving triennale per 2 miliardi di euro con un gruppo di nove banche. E’ quanto recita una nota diramata dal Lingotto, in cui si spiega che la linea è disponibile per le generali esigenze aziendali e per i fabbisogni legati al capitale di funzionamento ed è destinata a sostituire la linea di credito revolving da 1,95 miliardi di
euro a tre anni originariamente firmata a luglio 2011. L’operazione, si legge nel comunicato, dimostra il forte supporto in favore del gruppo Fiat da parte delle principali banche di relazione. Negativo il titolo sul Ftse Mib, dove segna un calo dello 0,57% a 5,245 euro.

Eni insieme ai russi di Rosneft per attività esplorative in offshore russo e Mar Nero
Eni e Rosneft lavoreranno insieme alle attività esplorative nell’offshore russo del Mare di Barents (licenze di Fedynsky e Central Barents) e del Mar Nero (licenza di Western Chernomorsky). Il presidente di Rosneft, Igor Sechin, e l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, hanno infatti firmato al Forum economico internazionale di San Pietroburgo l’atto di perfezionamento degli accordi per la conduzione congiunta da parte delle due società di queste attività. “Questi progetti sono parte della più ampia cooperazione tra Eni e Rosneft sancita nell’ambito dell’accordo di cooperazione strategica firmato tra le parti il 25 aprile 2012, che prevede lo sviluppo congiunto dei blocchi offshore russi, lo scambio di tecnologia e personale e la partecipazione di Rosneft a progetti internazionali di Eni” spiega la società energetica italiana. I due gruppi hanno costituito tre società miste per lo sviluppo delle licenze nell’offshore russo, nelle quali Rosneft detiene il 66,67% ed Eni il 33,33%. Eni provvederà, secondo le previsioni dei contratti in vigore, ai finanziamenti necessari per fare fronte agli obblighi previsti dalle licenze esplorative e compenserà Rosneft per la quota del 33,33% delle spese di acquisizione delle licenze.

Crisi: 8 regole per guarire l’Eurozona
Più disciplina fiscale, prezzi e salari flessibili, limite ai debiti e un sistema bancario altamente liquido. Questa la ricetta di John Greenwood, capo economista di Invesco, per guarire la zona euro dalla crisi.
Ecco le sue regole d’oro riprese integralmente:
1 – Prezzi e salari flessibili. Solo una svalutazione interna di prezzi e salari può riportare alla competitività.
2 – Libera circolazione dei lavoratori e dei capitali.
3 – Bassa spesa sociale. Il risparmio ottenuto da questo capitolo di spesa deve essere reinvestito in indennità di disoccupazione, mentre in Europa tali costi continuano ad aumentare, rendendo impossibile sfuggire alla spirale del debito.
4 – Disciplina fiscale. Greenwood ritiene un tabù un governo indebitato, così come ha dimostrato l’esperienza di Hong Kong, con un avanzo di bilancio medio annuo del 1,4% Pil dal 1983.
5 – Banche fortemente capitalizzate. Le banche di Hong Kong hanno sostenuto le proprie attività di rischio ponderate con il 14 al 19% del capitale (Tier 1 del patrimonio netto).
6 – Un sistema bancario altamente liquido. In contrasto con le banche europee, che hanno dovuto chiedere prestiti alla Bce, le istituzioni finanziarie di Hong Kong mantengono saldi positivi, con un vigoroso monitoraggio delle autorità di vigilanza.
7 – Bassa leva finanziaria delle famiglie. Hong Kong ha controllato i debiti delle famiglie attraverso una stretta in materia di mutui residenziali dal 1991.
8 – Limite ai debiti aziendali. Nel 2010, Hong Kong ha esteso la stretta in materia di mutui residenziali anche alle proprietà commerciali e agli asset immobiliari.

tabellaquotazioni 21-06-2013