Dimmi come cinguetti e ti dirò chi sei. Su Twitter e nella vita reale

Lo studio di un ricercatore dell’Università di Trento sarà discusso a Boston. “I messaggi o un’idea in Rete funzionano di più se a lanciarli sono i nevrotici”

twitter@g_santaniello

Dimmi come cinguetti e ti dirò chi sei: uno studio per il riconoscimento automatico della personalita’ di un individuo da un suo testo scritto sul web e’ in corso al Centro interdipartimentale Mente-Cervello (CIMeC) dell’Universita’ di Trento.

tw bnSarà il ricercatore Fabio Celli ad organizzare il primo workshop sul tema al Mit di Boston.

I testi estratti da Internet e dai social media possono essere utili in ambito forense, per la rilevazione delle menzogne, ma anche in psicologia e per chi studia le strategie di diffusione di un prodotto o di un’idea tramite il passaparola virtuale, il cosiddetto ‘marketing virale’, spiega Celli.

”Studiando le interazioni su Twitter, abbiamo rilevato che gli utenti emotivamente stabili hanno interazioni forti, nel nostro caso conversazioni, con una cerchia ristretta di utenti. Invece, gli utenti classificati come nevrotici – sottolinea Celli – tendono ad avere interazioni deboli, cioe’ che spesso non ricevono risposta, e cercano di conversare con utenti piu’ lontani nella Rete, come se non riuscissero a stabilizzare i legami conversazionali e ne cercassero di nuovi. Ma, in questo modo, i nevrotici mettono in piedi delle reti comunicative che, per quanto deboli, permettono ad un potenziale messaggio o idea di diffondersi piu’ facilmente”.