Qui Napoli, Piazza del Plebiscito vietata ai grandi eventi. E alla pubblicità

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La direzione per i Beni Culturali della Campania la rende off-limits alle iniziative a carattere commerciale e pubblicitario “per evidente contrasto con l’uso storico e pubblico della piazza”

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Quanto a Napoli contino i simboli, è cosa risaputa. Pizza, sole e mandolino, certo. Ma anche piazza del Plebiscito, il salotto buono, la cartolina che ogni amministrazione comunale, da vent’anni a questa parte, vuole mandare in giro per il mondo.

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Magari sfruttandola come location perfetta per i grandi eventi che ospita il capoluogo campano. Con tanto di pubblicità che attira e conseguenti entrate economiche sempre più fondamentali per le asfittiche casse del Comune (e non solo).

Per questo, lo stop all’occupazione di suolo pubblico per un’area superiore ai dodicimila metri quadri in piazza del Plebiscito da parte della Direzione dei Beni Culturali della Regione non può non far discutere.

leone piazzaEppure, solo qualche giorno fa il Plebiscito ha ospitato l’inaugurazione del Giro d’Italia 2013 e il concerto di Bruce Springsteen.

Fatto sta che un decreto firmato dal direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Campania, Gregorio Angelini, parla chiaro. E segue di pochi giorni le critiche mosse dal soprintendente per i beni architettonici di Napoli, Giorgio Cozzolino, proprio in merito al concerto di Springsteen e alla chiusura della piazza.

La Direzione regionale per i beni culturali ribadisce la natura di edifici monumentali sottoposti a tutela della chiesa di San Francesco di Paola, con il suo iconografico colonnato simbolo della citta’, di Palazzo Salerno e del Palazzo della Prefettura, e individua una zona di rispetto integrale: una fascia di 20 metri a partire dai due palazzi monumentali e da Palazzo Reale, e tutta l’area ricompresa tra i due bracci del colonnato della chiesa.

Questo “al fine di evitare che siano danneggiate la prospettiva, la luce e il decoro dei beni culturali presenti nell’area oggetto del vincolo”. Vietata anche la sosta di automezzi di qualsiasi tipo.

Impossibile, quindi, montare altri palchi simili a quello del ‘boss’, anche per il divieto diretto ai tir che trasportano il materiale.

Le manifestazioni temporanee, massimo sette giorni, potranno svolgersi nella restante area di 12mila metri quadri e dovranno essere di carattere politico, religioso, militare, ricreativo, culturale e di spettacolo.

Escluse le iniziative a carattere commerciale e, appunto, pubblicitario “per evidente contrasto con l’uso storico e pubblico della piazza”. Che deve restare un museo a cielo aperto. O, meglio: il salotto da tenere sempre chiuso a chiave.