Il 76% dei top manager nel mondo chiedono ai propri CEO di essere sociali

WEB_WEBUn nuovo studio condotto da Weber Shandwick, l’Agenzia internazionale di Relazioni Pubbliche, prima in Italia fra le multinazionali del settore, in collaborazione con KRC Research, afferma che la maggior parte dei top manager (76%) ritiene utile la partecipazione attiva dei CEO sui social media, in termini di crescita della reputazione aziendale e del business, nonché della motivazione dello staff.

“Ci si aspetta che i CEO siano i maggiori fornitori di contenuti per le loro Azienda. I social media non sono solo un efficiente e coinvolgente modo per veicolare informazioni, ma sono associati all’idea stessa di essere un buon leader “ dice Leslie Gaines-Ross, Chief Reputation Strategist di Weber Shandwick.

Il report The Social CEO: Executives Tell All, indaga a fondo nella CEO sociability e fornisce una guida sui 7 comportamenti virtuosi degli Highly Social CEO. La ricerca è stata condotta attraverso una survey online a 630 professionisti senior in 10 paesi del mondo, tra i quali alcuni mercati emergenti.
La survey che definiva la partecipazione sui social media come “postare messaggi, video, immagini su un sito social” ha preso in considerazione un campione di top manager di aziende “CEO Social” – presenti su social media – verso un gruppo di aziende “Unsocial CEO”.

La CEO sociability è un vantaggio per l’Azienda – internamente e per il mercato
I dirigenti affermano di essere favorevoli alla CEO sociability per molteplici ragioni. La CEO sociability infonde atteggiamenti positivi tra i dipendenti e i CEO social sono considerati dei leader migliori rispetto a quelli unsocial.

Il maggior vantaggio della CEO sociability – secondo l’80% dei dirigenti con CEO sociali – sta nella facilità di veicolare informazioni e notizie relative all’organizzazione.
Altri importanti vantaggi includono un contributo alla company reputation (78%), un ritorno di immagine come azienda innovativa (76%), il miglioramento della comunicazione con i dipendenti e i media (75% a testa), un aumento dei risultati di business (70%).

Unsocial non significa anti-social
Un profilo Facebook, un account Twitter o Weibo, un canale YouTube o YouKu possono non essere attrattivi per tutti i CEO. I nostri studi dimostrano che i CEO che non appaiono sui social media sono in verità comunicativi con i loro dipendenti attraverso le intranet aziendali (50%) e si rendono visibili esternamente attraverso i company website (62%).

Chris Perry, Global President della Practice Digital di Weber Shandwick afferma:
“I CEO necessitano di selezionare in modo strategico i giusti strumenti digital per portare vantaggio al proprio business, spaziando tra intranet, web site, social network o piattaforme di condivisone di immagini e video”. Mediaco, la nuova content marketing unit di Weber Shandwick, aiuta le aziende e i loro leader a creare, pubblicare e distribuire i contenuti sui molteplici canali oggi a disposizione.

La resistenza alla CEO sociability è una barriera che parte proprio dai CEO
La nostra ricerca dimostra che non c’è una singola ragione per la mancata partecipazione dei CEO sui social. Principalmente i CEO negano la loro presenza sui social media perché la ritengono non usuale per il loro Paese o per lo specifico settore di riferimento o perché non vedono vantaggi addentrandosi in “ambienti troppo rischiosi”.
Soprattutto, secondo la percezione degli Executive, si registra maggiore resistenza alla partecipazione sui social media proprio ai vertici. Considerando che i dirigenti intervistati ritengono nei prossimi 5 anni ci sia una crescita del 50% nell’utilizzo di questi spazi, la barriera deve essere abbattuta e superata.

Le differenze fra i settori e i Paesi
Gli executive degli aziende operanti nei servizi finanziari e alle imprese prevedono il più alto tasso di crescita della CEO sociability nei prossimi 5 anni.
I top manager che affermano ci sia un beneficio maggiore in termini di reputazione aziendale in presenza di CEO social, appartengono ai Paesi emergenti dell’area Asiatico-Pacifica.
La CEO sociability impatta in modo favorevole sul business soprattutto nelle società dei mercati emergenti dell’Asia e dell’America Latina.

I 7 comportamenti dei CEO maggiormente social
Weber Shandwick ha messo a confronto i CEO maggiormente social (presenti sui social media almeno una volta a settimana) con il totale dei social CEO per delineare i comportamenti degli “Highgly social CEO” .

1. Sono presenti su più canali social – Gli hyper-social CEO comprendono che la sociability va al di là del breve messaggio su twitter o su un blog. La sociabilità di prim’ordine richiede un piano di creazione strategica per veicolare i contenuti della società attraverso più canali.
2. Hanno un blog – Credono nel valore della long-form, creano contenuti in modo da creare prospettiva e nuovi significati alle discussioni e alla lettura dei fatti.
3. Sfruttano i vantaggi del website – Considerano il website il “digital ground zero” delle informazioni sulla società, una piattaforma dove convergono contenuti molteplici.
4. Sono self-author – Sono “DIYers” (Do It Yourself). Postano con frequenza, prova della loro determinazione ad essere gli autori principali dei loro contenuti, anche se molto probabilmente ricevono input dai loro executive marketing e comunicazione.
5. Sono proiettati verso il futuro – Hanno colto intuitivamente che tecnologia e social media sono il futuro nella condivisone dei contenuti e vogliono essere parte di questa rivoluzione in atto nella comunicazione.
6. Sono spontanei ma formali – Quali adepti della sociability mantengono le formalità del ruolo, lasciando però intendere agli stakeholder la loro capacità di reagire prontamente nel cogliere le opportunità.
7. Coinvolgono un’ampia varietà di stakeholder – Conoscono il valore della sociabilità e lo sfruttano per raggiungere un largo portfolio di stakeholders